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ALITO CATTIVO PDF Stampa E-mail
ODONTOIATRIA - ODONTOIATRIA OGGI
Scritto da D.r. PIRRELLI Roberto VERZINO (KR)   
Venerdì 30 Giugno 2017 11:13

ALITO CATTIVO

 

Tra le tante situazioni spiacevoli ed imbarazzanti che possiamo trovarci, una in particolare è senz'altro ritrovarsi con un maleodore in bocca: l'alito cattivo.

Il fastidio non è solo  per chi ne soffre, ma anche di coloro con cui relazioniamo.

Da che cosa è dovuto l'alito cattivo?

Non c'è una sola causa specifica, in grado di determinare l'alitosi,  bisogna invece considerare diversi fattori.

E' chiaro che l'assunzione di alcuni cibi, cipolla, aglio, agrumi, ma anche alcool ed il fumo determinano "un brutto odore" e risulta conseguente la sgradevolezza quando stiamo a contatto con persone.

Generalmente questi sintomi diretti scompaiono dopo un paio di giorni semplicemente non assumendo i cibi in questione.

Merita invece un'attenzione particolare la condizione della cavità orale, dove i denti, terapie conservative presenti, protesi dentali applicate, gengive, guance, lingua, ghiandole salivari, palato molle, malattie sistemiche, l'assunzione di alcuni farmaci giocano un ruolo di primo piano.

E' opportuno, per prima cosa, partire sempre con una indagine radiografica, l'ortopantomografia, in grado di determinare l'esatta condizione di tutte le strutture dell'apparato dentario e scongiuarare processi patologici in atto, anche questi possibili cause di problemi di alitosi.

L'apparato dentario non deve presentare denti cariati, nel caso siano presenti delle carie, queste, vanno fatte eseguire al più presto in modo adeguato, rivolgendosi ad un bravo odontoiatra.

ma anche in caso di  denti già trattati in terapia conservativa, bisogna che questi, non devono presentare parti mancanti, fratture, debordazioni di materiali riempitivi - compositi o amalgama -

 

in quanto queste condizioni determinano ristagni alimentari e proliferazione batterica e questa è senz'altro causa di alito cattivo.

Anche in questo caso la visita presso l'odontoiatra delineerà il quadro esistente.

L'attenzione va anche posta nella valutazione di eventuali protesi dentarie applicate. Bisogna verificare il loro stato e la loro condizione, soprattutto se le protesi sono state installate da molto tempo.

Per verificare ciò è necessaria l'ispezione accurata dello specialista in grado con i suoi strumenti di precisione, di rilevare eventuali difetti e/o modificazioni tissutali o protesiche avvenute nel tempo.

 

Le gengive devono avere un colorito rosa uniforme e senza rigonfiamenti sul bordo gengivale.

Il bordo gengivale deve essere privo di placca dentaria.

Se ci si trovasse in presenza di placca batterica o tartaro sui denti è necessario l'intervento dell'odontoiatra o dell'igienista dentale per rimuovere ogni tipo di  deposito calcaree dalle superfici dentarie. Ottenuta l'eliminazione della placca e del tartaro, è indispensabile, per evitare una nuova formazione e deposito di placca sui denti e lungo tutto il bordo gengivale, una azione di igiene orale domiciliare che deve essere continua e costante nel tempo.

I presidi per ottenere una buona igiene orale sono gli spazzolini, sia di tipo manuale che rotante, che vanno usati in verticale e non in orizzontale, da adoperarsi sia sui denti, sia sulle gengive, all'interno delle guance, sulla lingua - qui impiegare l'apposito spazzolino puliscilingua.

 


il filo interdentale in grado di pulire gli spazi interdentali, il dentifricio, meglio quelli a base di clorixidina, il cui ingrediente è un potente antibatterico e infine l'uso del colluttorio, anche in questo caso preferire quelli a base di clorixidina.

E' estremamente utile ed opportuna la visita presso un odontoiatra, per poter esaminare le condizioni delle ghiandole salivari, in particolare le ghiandole parotite, sottomascellare, sottolinguale.

L'odontoiatra dovrà valutare che le ghiandole salivari siano nella norma, che non ci sia presenza di tumefazione e che soprattutto non producano dolore.

L'ispezione dello specialista dovrà tener conto anche della valutazione dei tessuti molli, dorso della lingua, margini della lingua, tonsille.

Per chi assume dei farmaci, molti di questi provocano quella che viene definita la secchezza della bocca o xerostomia.

Questa condizione è importante per comprendere quel meccanismo che non producendo saliva in quntità sufficiente, crea nella bocca, organo deputato alla triturazione e masticazione dei cibi un "impasto" non idoneo a formare il bolo alimentare, conseguenza fermentazione di batteri in bocca e quindi alito cattivo.

Ne elenchiamo di seguito una sorta di lista di farmaci comuni che come effetto collaterale possono portare alla xerostomia:

- ACE -inibitori

- Agenti antineoplastici

- Agenti antiretrovirali

- Agenti simpaticomimetici

- Analgesici oppioidi

- Anoressizanti e stimolanti del sistema nervoso centrale

- Ansiolitici e sedativi

- Antiaritmici

- Antidepressivi

- Antidiarroici

- Antimaniacali

- Antimuscarinici

Antinfiammatori

- Antiparkinsoniani

- Antipertensivi

- Antiprotozoari

- Antistaminici

- Antiulcerosi

- Citochine

- Diuretici

- Neurolettici

- Retinoidi

- Tetraidracannabinolo


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Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Novembre 2017 16:03
 

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