IL LASER IN ODONTOIATRIA Stampa
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Mercoledì 07 Agosto 2013 13:56

Negli ultimi anni, si sta proponendo una nuova tecnologia nel campo Odontoiatrico, tanto che, in alcuni casi, può essere adoperata come alternativa assolutamente affidabile e valida ai sistemi tradizionali: la tecnologia Laser.

Il termine laser è l'acronimo che in italiano vuol dire, amplificazione della luce attraverso emissione stimolata di radiazioni.

Il laser è un apparecchio che racchiude, convoglia e trasmette in uno spazio limitato una grande quantità di energia sotto forma di radiazioni luminose.

Mentre la luce ordinaria è data da un insieme di campi elettromagnetici, aventi una lunghezza d'onda diversa e formata di tanti colori, il laser, invece, genera un fascio di luce collimato, coerente e dello stesso colore (monocromatico).

La radiazione elettromagnetica è data dall'emissione di energia di tipo ondulatorio, rappresentata dalla lunghezza d'onda, che è la distanza fra due punti corrispondenti di onde successive e, dalla frequenza che rappresenta il numero di cicli di oscillazione nel campo elettromagnetico al secondo.

La potenza del laser è data dall'energia contenuta in ogni impulso, moltiplicata per la frequenza di ripetizione.

La radiazione può interagire con la materia determinando tre fenomeni:

1. Fluorescenza, quando gli elettroni di un atomo passano da un livello energetico più alto ad uno più basso, rilasciando una differenza di energia sotto forma di fotone;

2. Assorbimento, si ha quando una radiazione elettromagnetica interagisce con un gruppo atomico provocando una transizione da un livello energetico più basso ad uno più alto;

3. Emissione stimolata, avviene quando una radiazione elettromagnetica, interagendo con un gruppo atomico, induce una transazione verso livelli energetici inferiori con emissione di un fotone.

Il laser quindi è uno strumento capace di emettere un fascio di luce monocromatico costituito da microonde amplificate, derivanti dall'emissione stimolata di radiazioni da parte di molecole di alcune sostanze solide, liquide o gassose sottoposte ad una scarica elettrica.

Il laser è costituito da 5 elementi base:

1. Un mezzo attivo (solido, liquido o gassoso) che emette la luce. Il mezzo attivo solido, è composto da un cristallo laser cilindrico del tipo Nd:YAG, Er:YAG, che produce la lunghezza d'onda specifica della luce in cui opera il laser.

2. Una fonte di energia incidente, che stimola gli atomi del mezzo attivo, adoperando una lampada flash xenon pulsata a bassa pressione, oppure a pompe di iniezione;

3. Un risonatore ottico con due specchi piani e paralleli fra loro, uno completamente riflettente e l'altro semiriflettente, così che i fotoni emessi rimbalzano sugli specchi attraversando più volte il mezzo attivo contribuendo alla stimolazione delle emissioni prima di uscire dallo specchio semiriflettente ed indirizzati tutti nella stessa direzione, così da ottenere il fascio di luce monocromatico, collimato con la stessa lunghezza d'onda e coerente.

4. Un sistema di raffreddamento, in quanto non tutta l'energia prodotta viene dispersa sotto forma di calore da utilizzare, per cui quella residua diventa causa di innalzamento della temperatura dell'apparecchiatura, tale da prevedere un sistema di raffreddamento che rimuove l'eccesso di calore non utilizzato, mantenendo la temperatura massima, al di sotto del limite della temperatura operativa.

5. Il sistema di controllo, affidato ad un microprocessore in grado di attivare gli impulsi alla forza motrice, al risonatore ed ai sistemi di raffreddamento in modo da produrre l'emissione laser.

COME FUNZIONA IL RAGGIO LASER

I fotoni, che fuoriescono dal risonatore ottico, si propagano all'interno del mezzo di trasmissione, fibre ottiche, fibre cave, braccia articolate, fino a raggiungere la punta (tip) del laser.

Tutti questi mezzi di trasmissione del raggio si avvalgono di manipoli (handpieces) muniti di lenti o puntali (tips) per il trasferimento dell'energia sul punto operativo desiderato.

I manipoli sono dotati di sistemi spray aria-acqua, in grado di ridurre i danni termici laterali, assumendo altresì una capacità ablativa per effetto idrocinetico. Infatti lo spray aria-acqua elimina i detriti dal sito di ablazione, mantenendo un certo grado di pulizia del tip.

L'uso dello spray aria-acqua dipende dalla lunghezza d'onda di utilizzo (taglio e coagulazione) dei laser del tipo Er:YAG - Er,Cr:YSGG.

I manipoli si distinguono in:

a) manipoli non a contatto, utilizzano una lente in zaffiro posta nel  tip in direzione del punto operativo, avendo così la focalizzazione a pochi millimetri dalla superficie dello zaffiro.

b) manipoli a contatto, utizzano tip di varia forma, diametro, inclinazione,

per vaporizzare, abradere, tagliare il tessuto, ossia l'area irradiata, trovando vasto impiego in diversi utilizzi:

a) in Conservativa,

- Preparazioni di cavità;

- Preparazione di solchi e fossette per sigillature;

- Incapucciamento pulpare;

- Desensibilizzazione dei denti;

b) in Endodonzia,

- Decontaminazione di canali radicolari

c) in Chirurgia ossea e Parodontale,

- Apicectomia;

- Rialzo del seno mascellare;

- Osteodistruzione;

- Estrazione di ottavi inclusi;

- Rigenerazione con membrane o biomateriali;

d) interventi su Tessuti Molli,

- Allungamenti coronali;

- Gengivectomie;

- Gengivoplastiche;

- Papillectomie;

- Opercolizzazioni;

- Frenulectomie;

- Patologie orali;

e) in Emostasi e Decontaminazioni;


Negli interventi sui tessuti molli i tip vanno posti a contatto su queste superfici in modo da trasferire  l'energia termica per il taglio e l'asportazione.

Sui tessuti duri l'effetto ablativo si ottiene distanziando leggermente il tip dal punto operativo ed insieme alla forma ed al diametro del tip determineranno lo spot sul punto operativo.

MODALITA' DI EMISSIONE DEL  RAGGIO LASER

Il raggio laser impiegato in Odontoiatria può esere emesso in tre modi:

- emissione continua;

- emissione pulsata;

- emissione meccanicamente interrotta;

Trovano favorevoli applicazioni in Odontoiatria i raggi laser ad emissione  continua e pulsata.


L'emissione continua, permette la massima precisione chirurgica, mentre con  l'emissione pulsata, sono possibili interventi senza l'uso di anestesia farmacologica.

TIPI DI LASER

I laser hanno un ampia scelta e sono così rappresentati:

- laser a Erbium;

- laser CO2;

- laser ARGON;

- laser a RUBINO;

- laser He-Ne;

- laser ad ECCIMERI;

- laser OLMIO:YAG;

- laser a DIODI;

- laser Nd:YAG;

- laser Er:YAG;

I tipi di laser maggiormente utilizzati in Odontoiatria sono:

- laser Nd:YAG (neodimio)

- laser CO2

- laser diodi

- laser Nr:YAG

- laser Er,Cr: Ysgg (erbio cromo)

CRITERI DI VALUTAZIONE E SCELTA DEL LASER IN ODONTOIATRIA

I criteri sul quale basare la valutazione e successivamente la scelta del tipo di laser da utilizzare nella pratica quotidiana Odontoiatrica devono tenere conto di questi requisiti indispensabili:

1. Lunghezza d'onda;

2. Potenza;

3. Frequenza;

4. Intensità;

5. Fluenza;

La lunghezza d'onda, è l'assorbimento del raggio laser nei tessuti organici e biologici, i risultati ottimali si hanno con apparecchiature laser che forniscono lunghezza d'onda da 940 nm a 2940 nm;

Risultati ottimali si raggiungono per Chirurgia Mucogengivale, Decontaminazione, Parodontologia, Endodonzia, Biostimolazione, Sbiancamento dentale, con apparecchiature laser aventi una lunghezza d'onda di utilizzo di 940 nm; mentre per interventi Odontoiatrici di Chirurgia Ossea, sono da preferire apparecchiature laser aventi lunghezza d'onda di 2.780 nm, mentre per interventi di Conservativa, l'ottimale si raggiunge con apparecchiature laser di 2.940 nm;


La potenza, è data dall'energia sviluppata dal raggio laser per l'unità di tempo;

La frequenza, è la ripetizione della radiazione;

L'intensità, è l'energia del raggio laser per unità di tempo e superficie;

La fluenza, misura la quantità di energia rilasciata dal raggio laser per l'area da irradiare del tessuto bersaglio;

In conclusione, l'impiego della tecnologia a raggio laser in Odontoiatria offre enormi vantaggi procedurali rispetto alle tecnologie tradizionali, tra queste meritano menzione:

- ridotta o assenza di uso di anestetico farmacologico negli interventi odontoiatrici;

- emostasi;

- assenza di vibrazione per l'operatore clinico;

- minore invasività;

- immediato sollievo del dolore;

- decontaminazione profonda;

- riduzione carica batterica;

- predicibilità dei risultati programmati;

- conservazione dei tessuti dentari sani;

- funzionalità e precisione;

- versatilità;

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Ultimo aggiornamento Domenica 01 Dicembre 2013 10:34
 

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