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IL MAL DI DENTI PDF Stampa E-mail
ODONTOIATRIA - ODONTOIATRIA OGGI
Scritto da Administrator   
Giovedì 18 Luglio 2013 09:50

COME SI MANIFESTA IL MAL DI DENTI

I denti naturali sani, in condizioni normali, non producono sintomi dolorosi, ma quando questi sono sottoposti a forti stimoli termici rispondono con una sensazione di dolore.

Questa sensazione di dolore è data dalle fibre nervose presenti tra lo strato di smalto e dentina della struttura del dente naturale e nel periostio. Al di sotto dello strato smalto e dello strato dentina del dente si trova la polpa dentaria che presenta una sensibilità molto acuta e, quando questa zona viene stimolata, spesso, può dar origini a dolori intollerabili.

Gli impulsi dolorifici, che si dipartono dalla bocca e dai denti, sono trasmessi al sistema nervoso centrale lungo le fibre della II e III branca del Trigemino.

Tutte le fibre  dolorifiche hanno i loro corpi cellulari nel Ganglio di Gasser dal quale si dipartono le fibre che, attraversando connessioni e passaggi, arrivano nella regione talamica del cervello.

Da qui le fibre associative portano gli impulsi nervosi alle zone sensoriali della corteccia cerebrale.

A questo punto il dolore diventa avvertibile e, spesso, con gradi altissimi di intensità:         il mal di denti.

VALUTAZIONE DEL DOLORE PERCEPITO

Quando si manifesta il mal di denti vuol dire che è già in atto un processo patologico e quindi bisogna ricorrere alle cure di un Odontoiatra.

Generalmente il dolore dei denti viene catalogato di tre tipi:

1. Superficiale - di breve durata  o duraturo -

2. Profondo - prolungato e di difficile localizzazione -

3. Riflesso - attribuito a una sede lontana rispetto a quello d'insorgenza -

(Il dolorimetro è tratto dall'articolo la "CARTELLA CLINICA ODONTOIATRICA" sul ns. sito newdentalitalia.it)

FATTORI CHE INFLUENZANO I SINTOMI LOCALI:

1. CALORE


2. ZUCCHERO


3. PERCUSSIONE


4. PALPAZIONE


5. FREDDO


6. MASTICAZIONE


CON QUESTI SINTOMI IL PAZIENTE SENTE:

1. DOLORE SPONTANEO

2. DI QUALITA'

3. DI LOCALIZZAZIONE E DURATA VARIABILE

4. DI SOTTOFONDO

5. DI INTENSITA'

FATTORI CIRCOSTANTI:

1. QUANDO SI PIEGA MOLTO IL CAPO - CAMBIAMENTO DI POSTURA DELLA TESTA -

2. AL RISVEGLIO  SI AVVERTONO DOLORI AI MASCELLARI

3. DOLORI AL MOMENTO DI COMPIERE ESERCIZI FISICI

 

CAUSE CHE PORTANO AL MAL DI DENTI

1. DENTI NATURALI AFFETTI DA CARIE DENTARIA;

2. MOBILITA' DENTALE;

3. FRATTURE DI PARTI DENTARIE;

4. DENTI NATURALI SOTTOPOSTI A PARAFUNZIONI;

5. DENTI NATURALI CHE PRESENTANO ESPOSIZIONE DELLA POLPA DENTARIA;

6. DENTI NATURALI CHE PRESENTANO EROSIONI DENTALI;

7. DENTI NATURALI CHE PRESENTANO ABRASIONI;

8. DENTI NATURALI CHE PRESENTANO LA MANCANZA DELLA CORONA DENTARIA

(PROVOCATA DA CARIE O DA FRATTURA);

9. DENTI NATURALI CHE PRESENTANO RETRAZIONE GENGIVALE;

10. CURE ODONTOIATRICHE ERRATE;

11. PROTESI DENTARIE APPLICATE DIFETTOSE;

1. Il dolore dei denti, provocato dalla carie dentaria ha una evoluzione che inizialmente non produce sintomi dolorosi, poichè il tessuto smalto, il primo strato dentale esposto, non è innervato.

Quando invece la distruzione del dente per opera della carie dentaria prosegue nel tessuto sottostante ovvero la dentina, compare la prima sintomatologia dolorosa, dovuta dalla trasmissione degli stimoli esterni trasmessi dall'assunzione di cibi e bevande fredde, dall'assunzione di cibi e bevande calde, dall'assunzione di cibi e bevande dolci, dal contatto, ai terminali nervosi della polpa dentaria per mezzo dei tubuli dentinali.

I tubuli dentinali si ramificano in una fitta rete di fibrille sensisitive, che sono la causa dell'estrema sensibilità dolorifica quando la dentina viene esposta, fino a raggiungere la zona della polpa dentaria.

A questo punto se la distruzione del dente ha prodotto la perdita di sostanza smalto e sostanza dentina ci si trova all'esposizione del tessuto dentario polpa dentaria.


L'esposizione della polpa dentaria viene definita pulpite.

Qui il dolore diventa spontaneo, non più circoscritto, ma diffuso a tutta l'emiarcata e talvolta anche al dente antagonista e può mantenersi anche per tutta la notte.

2.  -  9. Il dolore dei denti, provocato dalla mobilità dentale, anche in condizioni di dente sano, si manifesta per l'esposizione della zona radice del dente a seguito di riassorbimento osseo e retrazione gengivale.

La zona cemento della radice in condizioni normali è avvolta dal legamento alveolo-dentale, fissata all'osso mascellare fino alla zona del colletto del dente e ricoperta dalla gengiva garantendone la stabilità e la protezione dagli stimoli esterni.

L'accumolo della placca batterica non rimossa e, successivamente, trasformata in sostanza dura calcarea, - tartaro - provoca perdita delle zone di sostegno osseo intorno alla radice fino a  far diventare mobile il dente.

La mobilità del dente produce instabilità nell'alveolo dentario e i continui carichi masticatori prodotti durante la masticazione provocano la spinta verso zone di non sostegno, così da determinare dolore.

La scoperta della zona cementizia della radice a seguito di riassorbimento osseo, diventa vulnerabile alla trasmissione degli stimoli esterni, essendo lo strato cemento della radice il tessuto meno duro del dente.

3. - 8. Il dolore dei denti, provocato da fratture di parti dentarie al pari della carie dentarie soffrono lo stesso principio, ovvero, la distruzione dei tessuti dentari.

Anche qui bisogna considerare quali zone del dente sono interessate da fratture e conseguente perdita di tessuto dentario.

Se il tessuto perso, riguarda solo  il tessuto smalto, il primo strato dentale esposto, non essendo innervato non produce dolore.

Quando invece la distruzione del dente per opera della frattura prosegue nel tessuto sottostante ovvero la dentina, compare la prima sintomatologia dolorosa, dovuta dalla trasmissione degli stimoli esterni trasmessi dall'assunzione di cibi e bevande fredde, dall'assunzione di cibi e bevande calde, dall'assunzione di cibi e bevande dolci, dal contatto, ai terminali nervosi della polpa dentaria per mezzo dei tubuli dentinali.

I tubuli dentinali si ramificano in una fitta rete di fibrille sensisitive, che sono la causa dell'estrema sensibilità dolorifica quando la dentina viene esposta, fino a raggiungere la zona della polpa dentaria.

A questo punto se la frattura del dente ha prodotto la perdita di sostanza smalto e sostanza dentina ci si trova all'esposizione del tessuto dentario polpa dentaria.

L'esposizione della polpa dentaria viene definita pulpite.

Qui il dolore diventa spontaneo, non più circoscritto, ma diffuso a tutta l'emiarcata e talvolta anche al dente antagonista e può mantenersi anche per tutta la notte.

4. I dolori dentali causati dalle parafunzioni consistono in contatti occlusali dei denti sbagliati.

I denti delle arcate mascellari, premolari e molari sono denti destinati alla funzione masticatoria  grazie alla loro morfologia.

Ogni cuspide dei denti premolari e dei denti molari deve trovarsi collocata nel movimento di chiusura della bocca e nell'occlusione dentaria in una zona del dente antagonista formata da fosse o da creste marginali.

Questo principio d'occlusione è sacro e vincolante, rapporto cuspide-fossa, rapporto cuspide-cresta marginale.

Ogni qual volta i denti fra di loro entrano in contatto d'occlusione, rispettando questi principi sacri, i denti inviano al cervello una serie di "messaggi corretti". Questi  "messaggi corretti" vengono elaborati dal cervello e "scaricati" attraverso il sistema nervoso ad ogni parte del corpo umano producendo benessere.

Qualora invece i denti entrando in occlusione dentaria con contatti non rispettanti i rapporti cuspide-fossa, rapporti cuspide-cresta marginale, inviano al cervello una serie di "messaggi sbagliati". Questi  "messaggi sbagliati" vengono elaborati dal cervello e "scaricati" attraverso il sistema nervoso ad ogni parte del corpo umano producendo dolori.

La Kinesiologia è una branca dell'Odontoiatria che si occupa della relazione fra Occlusione e Postura e studia in particolare questi meccanismi d'azione.

5. L'esposizione della polpa dentaria è causa di dolori molto forti spesso intollerabili.

Qui le cause possono essere dovute sia a distruzione coronale del dente dovuta a carie dentaria, oppure a fratture coronali con interessamento pulpare oppure ad aggressioni chimiche nelle otturazioni dentarie.

La polpa dentaria ha una sensibilità molto acuta essendo dotata di numerosissime fibre nervose. Gli impulsi dolorifici partono da questa particolare zona e trasmessi al sistema nervoso centrale lungo le fibre della II e III branca del Nervo Trigemino.

6. I dolori per erosioni dentali sono dovuti all'usura dei denti naturali in soggetti molto anziani, mentre in soggetti giovani, la causa è da attribuire al valore del ph della saliva particolarmente  acida, al di sotto del valore del 7.2 (valore normale).

L'avanzamento dell'età comporta anche nei denti, come qualsiasi altro organo umano, un progressivo deterioramento, l'usura.

Nei denti l'usura tende a consumare la parte lavorante occlusale, fino a procurare la perdita di interi tessuti dentari, primo fra tutti il tessuto dentario smalto e, successivamente, il tessuto dentina, provocando la prima sintomatologia dolorosa, dovuta dalla trasmissione degli stimoli esterni trasmessi dall'assunzione di cibi e bevande fredde, dall'assunzione di cibi e bevande calde, dall'assunzione di cibi e bevande dolci, dal contatto, ai terminali nervosi della polpa dentaria per mezzo dei tubuli dentinali.

I tubuli dentinali si ramificano in una fitta rete di fibrille sensisitive, che sono la causa dell'estrema sensibilità dolorifica quando la dentina viene esposta, fino a raggiungere la zona della polpa dentaria.

A questo punto se la frattura del dente ha prodotto la perdita di sostanza smalto e sostanza dentina ci si trova all'esposizione del tessuto dentario polpa dentaria.

L'esposizione della polpa dentaria viene definita pulpite.

Qui il dolore diventa spontaneo, non più circoscritto, ma diffuso a tutta l'emiarcata e talvolta anche al dente antagonista e può mantenersi anche per tutta la notte.

7. I dolori per abrasioni dentali, sono imputabili ad azioni meccaniche con conseguenti traumatismi sui tessuti dentari per l'azione di spazzolamento dei denti errata nella tecnica e negli strumenti.

(Consultare l'articolo "Come pulire i denti naturali" sul ns sito newdentalitalia.it, per sapere tecnica e strumenti di spazzolamento denti);

10. I dolori dovuti a cure odontoiatriche sbagliate sono quelli imputabili a terapie effettuate (Interventi Odontoiatrici di vario tipo) inadeguate, scorrette ed incongrue e, aver determinato danni conseguenti:

Dolori conseguenti a seguito di intervento di Igiene orale per:


* Lesioni coronali dovute ad eccessiva strumentazione sul/i dente/i;

* Lesioni coronali dovute ad un alta frequenza degli ultrasuoni con l'uso dell'Ablatore;

Danno conseguente:

- Ipersensibilità dentinale;

- Lesioni e traumi ai tessuti dentari;

- tratto dalla CARTELLA CLINICA ODONTOIATRICA, by newdentalitalia.it  paragrafo "VALUTAZIONE DELLE TERAPIE ODONTOIATRICHE PRESENTI " -  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Dolori conseguenti a seguito di intervento di Cure Conservative - Restauri dentali per:


* Restauri dentali che si presentano porosi;

* Restauri dentali che si presentano ruvidi e non lucidati;
* Restauri dentali che si presentano con scarso legame di adesione smalto-dentinale;

* Restauri dentali che si presentano mancanti;

* Restauri dentali che si presentano fratturati;

* Restauri dentali che si presentano non ermetici;
* Restauri dentali che si presentano privi di modellazione anatomo-morfologica;

* Restauri dentali che si presentano debordanti;

* Restauri dentali posizionati molto vicino alla polpa dentaria e privi di protezione dentino-pulpare;

* Restauri dentali che presentano precontatti occlusali;
* Restauri dentali privi di punti di contatto;

Danno conseguente:

- Dolori facciali;

- Infiltrazioni batteriche nella cavità;

- Eccessiva sensibilità dentinale;

- Malattia della polpa-pulpopatia;

- Setto alveolare riassorbito;

- Disturbi dell'Articolazione Temporo-Mandibolare;

- tratto dalla CARTELLA CLINICA ODONTOIATRICA, by newdentalitalia.it paragrafo "VALUTAZIONE DELLE TERAPIE ODONTOIATRICHE PRESENTI " -  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Dolori conseguenti a seguito di intervento di Cure Endodontiche con Cura dei Nervi - Devitalizzazione, per:



* Inadeguata apertura della camera pulpare;

* Forte distruzione della dentina all'interno della camera pulpare;

* Errata manovra endodontica dovuta alla non completa asportazione del materiale organico all'interno dei canali radicolari;

* Perforazione dell'apice radicolare con estrusione di:

a) cemento endocanalare;

b) coni di guttaperca;

c) strumenti endodontici;

* Incompleta chiusura dei canali radicolari con i cementi riempitivi endocanalari;

* Ferita apicale;

* Perforazione della radice da perni radicolari non anatomicamente preparati;

* Incidenti operativi dovuti a fratture degli strumenti endodontici all'interno del canale radicolare;

Danno conseguente:

- Dolore intenso;

- Ascesso dentale;

- Deiscenza;

- Lesione della midollare;

- Fenestrazione con lesione endoparodontale;

- Parodontite localizzata;

- Funzione masticatoria rimaneggiata;

- Funzione biomeccanica rimaneggiata;

- Lesioni dei seni mascellari da sconfinamento - sinusiti -

- Perdita del dente per impossibile recupero endodontico e/o chirurgico;

- Lesione del canale mandibolare da sconfinamento:

a) parestesie;

b) nevralgie del trigemino;

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Dolori conseguenti a seguito di intervento di Chirurgia - Estrazioni Dentarie - per:



* Non riuscita estrazione dentaria;

* Nessun trattamento del sito chirurgico post-estrattivo;

* Nessun trattamento della ferita operatoria post-estrattiva;

* Lesione traumatica ai denti vicini;

* Tessuto gengivale lacerato;

* Lesioni ai denti antagonisti provocate da pinze o leve nel tentativo di estrazione dentaria;

* Dente o radice non più nella propria sede ma per errata manovra nei tessuti molli;

Danno conseguente:

- Dolore

- Difficoltà masticatorie;

- Disturbi infiammatori;

- Alveolite post-estrattiva;

- Lesioni da trauma estrattivo;

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Dolori conseguenti a seguito di intervento di Chirurgia - Apicectomia

(Chirurgia degli apici radicolari) - per:


* Migrazione del sigillo apicale;

* Presenza di iperdiafania apicale;

* Mobilità dentale;

* Canale mandibolare Leso;

* Perforazione seno mascellare;

* Perforazione cavità nasali;

Danno conseguente:

- Dolorabilità alla masticazione;

- Sintomatologia nervosa;

- Parestesia permanente;

- Parestesia transitoria;

- Sinusite;

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Dolori conseguenti a seguito di intervento di Chirurgia Parodontale per:


* Presenza di infiammazione;

* Necrosi contaminante il sito chirurgico;

* Mobilità dentale;

* Presenza di tasca parodontale;

* Presenza di tessuto iperemico infiammato per esposizione precoce di membrane rigenerative ossee;

Danno conseguente:

- Dolorabilità alla masticazione;

- Perdita dell'elemento dentale;

- Presenza di tasca parodontale;

- Disturbi infiammatori;


Dolori conseguenti a seguito di intervento di Chirurgia - Implantologia - per:



* Impianto sofferente;

* Impianto che presenta mobilità;

* Alterazione dei tessuti perimplantari - mucogengivali ed ossei -

* Radiotrasparenza diffusa attorno all'impianto;

* Dolorabilità alla percussione, alla masticazione, alla deglutizione;

* Necrosi da surriscaldamento del letto implantare;

Danno conseguente:

- Dolori facciali;

- Disturbi alla masticazione;

- Disturbi alla deglutizione;

- Disturbi alla fonazione;

- Lesioni di arteriole;

- Lesione e compressione del nervo alveolare inferiore;

- Deiscenze;

- Mucositi;

- Perimplantiti;

- Lesioni sull'arteria sub-linguale;

- Osteite;

- Sinusite;

- Parestesie sulle zone trattate;

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Dolori conseguenti a seguito di intervento di Cure Ortodontiche per:



* Impiego di forze troppe elevate;

* Brackets ortodontici incollati su denti naturali che causano precontatti occlusali;

* Archi applicati eccessivamente lunghi;

* Anelli di gomma utilizzati per la separazione dei denti mal applicati;

* Apparecchiature fisse mal applicate;

Danno conseguente:

- Dolore;

- Crepitazione articolare;

- Disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare;

- Lacerazione tissutale gengivale dovuta da archi eccessivamente lunghi;

- Dolorabilità dei muscoli masticatori;

- Perdita del dente dell'apparato masticatorio dovuta ad errata scelta di estrazione dentaria;

- Trauma masticatorio sul periodonto;

- Carie dentale sui denti utilizzati a sostenere bande ortodontiche;

- Gengivite traumatica dovuta al non corretto posizionamento di bande e brackets ortodontici;

- lesioni legamentose dirette dovute ad anelli di gomma malposizionati;

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11. Il dolore dei denti, provocato dall'applicazione di protesi dentarie difettose dovrà essere valutato individuando innanzi tutto il tipo di protesi dentaria - dispositivo medico su misura di tipo dentale - applicato:

a) - Protesi Dentale Fissa (compresa Provvisoria) su sostegno dentale

b) - Protesi Dentale Fissa (compresa Provvisoria) su sostegno implantare

c) - Protesi Dentale mobile TOTALE (compresa Provvisoria)

d) - Protesi Dentale SCHELETRATA (compresa Provvisoria)

e) - Protesi Dentale COMBINATA (compresa Provvisoria)


Dolori conseguenti all'applicazione di Protesi dentale Fissa

Il dolore dei denti provocato dalla Protesi Dentale Fissa deve essere riscontrato dall'esame clinico, strumentale, radiografico, e potrà  essere conseguente per:

* Mobilità → PONTE → CORONA → PERNO-MONCONE IMPIANTO

* Scarso appoggio dentale → frattura del Ponte → frattura del perno radicolare
→ frattura del Moncone → frattura della radice → frattura dell'impianto;

* Perno-moncone non anatomicamente preparato nella sede radicolare;

* Eccessivo affondamento sulla cresta edentula dell'elemento intermedio;

* Eccessiva estensione del ponte in rapporto ai pilastri utilizzati;

* Imprecisa chiusura marginale con infiltrazione sui monconi;

* Precontatti occlusali;

* Superfici masticatorie prive di cuspidi;

* Occlusione dentaria imprecisa;

* Fabbricazione incongrua poichè non permette le normali manovre di pulizia dentaria;

Danno conseguente:

- Dolore;

- Perdita del dente dell'apparato masticatorio;

- Perdita della radice naturale;

- Perdita dell'impianto;

- Carie secondaria sui monconi dei denti-radici naturali, sviluppatesi per l'imprecisa chiusura marginale;

- Lacerazione dei tessuti gengivali da ponti e corone inadeguati;

- Gengivite traumatica provocata da corone e ponti incongrui;

- Pulpite acuta da carie dentale sviluppatesi per l'imprecisione della chiusura marginale di corone e ponti;

- Cisti suppurate da perni-monconi che hanno perforato la radice;

- Crepitazione articolare;

- Disturbi dell'Articolazione temporo-mandibolare;

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Dolori conseguenti all'applicazione di Protesi Mobile Totale per:

* Bordi della protesi mobile totale, taglienti, ruvidi e spigolosi;

* Protesi mobile totale instabile al test di pressione con le dita su ogni dente;

* Non rispetto del limite d'azione;

* Debordazioni di materiali riempitivi ribasanti;

* Alterazione dell'occlusione dentaria;

Danno conseguente:

- Dolore;

- Cheilite angolare;

- Disturbi all'articolazione temporo-mandibolare;

- Lesioni ulcero-traumatiche;

- Piaghe da decubito;

- Stomatite da protesi;

- Iperplasia fibrosa;

- Dolorabilità ai muscoli masticatori;

- Disturbi alla deglutizione;

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Dolori conseguenti all'applicazione di Protesi Scheletrata per:

* Errata scelta dei denti da utilizzare per l'ancoraggio;

* Eccessiva frizione sui denti;

* Inserimento e disinserimento della protesi scheletrata difficile;

* Appoggi dentali che creano interferenze occlusali;

* Numero e disposizione dei congiuntori inadeguati;

* Instabilità dei denti pilastro e selle edentule;

* Montaggio denti che non rispetta l'occlusione dentaria;

* Mancato rispetto del limite d'azione;

Danno conseguente:

- Dolore;

- Disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare;

- Parodontite;

- Stomatite da protesi;

- Trauma masticatorio sul periodonto;

- Mobilità dei denti pilastro;

- Perdita precoce dell'elemento dentale;

- Lesioni ulcero-traumatiche;

- Cheilite angolare;

- Dolorabilità ai muscoli masticatori;

- Crepitazione articolare;

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Dolori conseguenti all'applicazione di Protesi Combinata per:


* Inserimento e disinserimento della protesi rimovibile problematico;

* Eccessiva frizione nell'inserimento della parte secondaria rimovibile;

* Alloggiamento impreciso sulle corone pilastro;

* Differente frizione e ritenzione degli elementi destinati all'ancoraggio;

* Impossibilità di accesso negli spazi interdentali della parte fissa che impediscono le normali manovre di igiene orale;

* Denti destinati all'ancoraggio che non hanno libertà di movimento;

* Presenza di tensioni;

* Errato montaggio denti che non rispetta l'occlusione dentale;

* Mancanza di arresto assiale della protesi rimovibile;

* Inadeguata distribuzione del peso della protesi;

* Non rispeto del limite d'azione;

Danno conseguente:

- Dolore;

- Clicking articolare;

- Disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare;

- Disturbi alla masticazione;

- Parodontite;

- Stomatite da protesi;

- Iperplasia fibrosa;

- Cheilite angolare;

- Lesioni ulcero-traumatiche;

- trauma masticatorio sul periodonto;

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