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ATTIVITA' ODONTOTECNICA - STUDI DI SETTORE - PERIODO D'IMPOSTA ANNO 2013 - PDF Stampa E-mail
ODONTOTECNICA - ODONTOTECNICA OGGI
Scritto da Administrator   
Sabato 21 Giugno 2014 07:00

Codice Attività 32.50.20  Fabbricazione di Protesi Dentarie (inclusa riparazione)

Vi riportiamo le istruzioni d'uso - da poter scaricare gratuitamente - del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore.

Periodo d'imposta anno 2013

Agenzia delle Entrate - Studi di Settore 2014 - Periodo di Riferimento anno 2013.

ISTRUZIONI PARTE SPECIFICA DEL MODELLO WD34U


1. GENERALITÀ


Il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore WD34U deve essere compilato con riferimento al
periodo d’imposta 2013 e deve essere utilizzato dai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di: “Fabbricazione di protesi dentarie
(inclusa riparazione)” - 32.50.20.
Il presente modello è così composto:
• quadro A - Personale addetto all’attività;
• quadro B - Unità locali destinate all’esercizio dell’attività;
• quadro C - Modalità di svolgimento dell’attività;
• quadro D - Elementi specifici dell’attività;
• quadro E - Beni strumentali;
• quadro F - Elementi contabili;
• quadro X - Altre informazioni rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore;
• quadro V - Ulteriori dati specifici;
• quadro T - Congiuntura economica.

ATTENZIONE!
Nella presente “Parte specifica” sono contenute le istruzioni relative alla modalità di compilazione dello studio di settore WD34U, ad eccezione
di quelle relative ai seguenti quadri:
• quadro F – “Elementi contabili”;
• quadro V – “Ulteriori dati specifici”;
• quadro X – “Altre informazioni rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore”;
• quadro T – “Congiuntura economica”;
cui si rinvia per le istruzioni specifiche.
Per quanto riguarda le istruzioni comuni a tutti gli studi di settore, invece, si rinvia alle indicazioni fornite nelle “Istruzioni Parte generale”.
Tutti i documenti citati (“Istruzioni Parte generale”, “Istruzioni quadro F e quadro G”, “Istruzioni quadro V”, “Istruzioni quadro X” e “Istruzioni
quadro T”) fanno parte integrante delle presenti istruzioni.
Lo studio di settore WD34U è stato approvato con decreto ministeriale 23 dicembre 2013.


2. FRONTESPIZIO


Nel frontespizio va indicato, in alto a destra, il codice fiscale.


ATTENZIONE!
Si fa presente che, nel frontespizio vengono richieste ulteriori informazioni relative alle fattispecie previste dall’art. 10, commi 1 e 4, della legge
146 del 1998.
In particolare deve essere indicato:
• nel primo campo:
– il codice 1, se l’attività è iniziata, da parte dello stesso soggetto, entro sei mesi dalla sua cessazione, nel corso dello stesso periodo d’imposta.
Il codice 1 dovrà essere indicato, ad esempio, nel caso in cui l’attività sia cessata il 4 marzo 2013 e nuovamente iniziata il 18 luglio 2013;
– il codice 2, se l’attività è cessata nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2012 e nuovamente iniziata, da parte dello stesso
soggetto, nel periodo d’imposta 2013, e, comunque, entro sei mesi dalla sua cessazione (es. attività cessata il 4 ottobre 2012 e nuovamente
iniziata il 14 febbraio 2013). Lo stesso codice dovrà essere utilizzato anche se l’attività è cessata nel periodo d’imposta in corso alla
data del 31 dicembre 2013 e nuovamente iniziata, da parte dello stesso soggetto, nel periodo d’imposta 2014 e, comunque, entro sei mesi
dalla sua cessazione (es. attività cessata il 15 settembre 2013 e nuovamente iniziata il 27 gennaio 2014).
– il codice 3, se l’attività, iniziata nel corso del periodo d’imposta, costituisce mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti. Tale fattispecie
si verifica quando l’attività viene svolta, ancorché da un altro soggetto, in sostanziale continuità con la precedente, presentando il carattere
della novità unicamente sotto l’aspetto formale. A titolo esemplificativo, devono comunque ritenersi “mera prosecuzione di attività svolte
da altri soggetti” le seguenti situazioni di inizio di attività derivante da:
– acquisto o affitto d’azienda;
– successione o donazione d’azienda;
– operazioni di trasformazione;
– operazioni di scissione e fusione d’azienda;
– il codice 4, se il periodo d’imposta è diverso da dodici mesi;
– il codice 5, se l’attività è cessata nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013 e non è stata successivamente iniziata, da
parte dello stesso soggetto, entro sei mesi dalla sua cessazione. Il codice 5 dovrà essere indicato, ad esempio, nel caso in cui l’attività sia
stata cessata definitivamente il 16 settembre 2013; analogamente, dovrà essere utilizzato lo stesso codice anche qualora l’attività sia stata
cessata il 16 marzo 2013 e venga nuovamente iniziata, da parte dello stesso soggetto, il 21 novembre 2013.
Si precisa, inoltre, che le ipotesi di “inizio/cessazione attività” (codici 1 e 2), e di “mera prosecuzione dell’attività” (codice 3), ricorrono nel caso
in cui vi sia omogeneità dell’attività rispetto a quella preesistente. Il requisito della omogeneità sussiste se le attività sono contraddistinte da un
medesimo codice attività, ovvero i codici attività sono compresi nel medesimo studio di settore;

• nel secondo campo, con riferimento alle ipotesi previste ai codici 1, 2, 3 e 5, il numero complessivo dei mesi durante i quali si è svolta l’attività
nel corso del periodo d’imposta. Si precisa a tal fine che si considerano pari ad un mese le frazioni di esso uguali o superiori a 15 giorni.
Nel caso, ad esempio, di un’attività d’impresa esercitata nel periodo di tempo compreso tra il 1 gennaio 2013 ed il 14 novembre 2013, il
numero di mesi da riportare nella casella in oggetto sarà pari a 10. Nell’ipotesi prevista dal codice 4 occorre, invece, indicare il numero dei
mesi di durata del periodo d’imposta. Se, ad esempio, il periodo d’imposta inizia in data 1 febbraio 2013 e termina in data 31 dicembre
2013, il numero di mesi da riportare nella casella in oggetto sarà pari a 11.
Imprese multiattività
Tale prospetto deve essere compilato esclusivamente dai soggetti che esercitano due o più attività d’impresa, non rientranti nel medesimo studio
di settore, qualora l’importo complessivo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non rientranti tra quelle prese in considerazione dallo studio di settore,
relativo all’attività prevalente, supera il 30 per cento dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati.
Esempio.
– Ricavi derivanti dall’attività X (studio UMXX) 100.000 (18%)
– Ricavi derivanti dall’attività Y (studio UMXX) 200.000 (36%)
– Ricavi derivanti dall’attività Z (studio VDXX) 250.000 (46%)
Totale ricavi 550.000
Il contribuente, in tale ipotesi, dovrà compilare il modello dei dati rilevanti per l’applicazione dello studio di settore UMXX, con l’indicazione dei
dati (contabili ed extracontabili) riferiti all’intera attività d’impresa esercitata. Nel presente prospetto però occorrerà indicare al rigo 1, il codice
dello studio “UMXX” e i ricavi pari a 300.000; mentre al rigo 2 il codice studio “VDXX” e i ricavi pari a 250.000.
Nel calcolo della verifica della predetta quota del 30 per cento devono essere considerati i ricavi derivanti dalle attività dalle quali derivino aggi
o ricavi fissi (indicati nel rigo 5 del prospetto). In tale rigo devono, infatti, essere indicati i ricavi delle attività per le quali si percepiscono aggi
o ricavi fissi considerati per l’entità dell’aggio percepito e del ricavo al netto del prezzo corrisposto al fornitore dei beni.
Esempio.
– Ricavi derivanti dall’attività X (studio UMXX) 100.000 (18%)
– Ricavi derivanti dall’attività Y (studio UMXX) 200.000 (36%)
– Ricavi fissi netti 250.000 (46%)
Totale ricavi 550.000
Anche in tal caso il soggetto sarà tenuto alla compilazione del prospetto.
Di seguito vengono descritte le modalità di compilazione. In particolare, indicare:
– nel rigo 1, il codice e i ricavi derivanti dalle attività rientranti nello studio di settore (studio prevalente) riferito al presente modello;
– nel rigo 2, i codici degli studi e i relativi ricavi, in ordine decrescente, derivanti dalle altre attività soggette ad altri studi di settore (studi secondari);
– nel rigo 3, l’ammontare dei ricavi derivanti dalle altre attività soggette a studi di settore (altri studi secondari), non rientranti nei righi 1 e 2;
– nel rigo 4, i ricavi derivanti dalle altre attività non soggette a studi di settore (es. parametri);
– nel rigo 5, i ricavi derivanti dalle attività per le quali si percepiscono aggi o ricavi fissi, al netto del prezzo corrisposto al fornitore. Si tratta, ad
esempio:
• degli aggi conseguiti dai rivenditori di generi di monopolio, valori bollati e postali, marche assicurative e valori similari, indipendentemente
dal regime di contabilità adottato;
• dei ricavi derivanti dalla gestione di ricevitorie totocalcio, totogol, totip, totosei; dalla vendita di schede e ricariche telefoniche, schede e ricariche
prepagate per la visione di programmi pay per-view, abbonamenti, biglietti e tessere per i mezzi pubblici, viacard, tessere e biglietti
per parcheggi; dalla gestione di concessionarie superenalotto, lotto;
• dei ricavi conseguiti per la vendita dei carburanti e dai rivenditori in base a contratti estimatori di giornali, di libri e di periodici anche su supporti
audiovideomagnetici.
L’importo da indicare nel presente prospetto nel campo “Ricavi” è costituito dalla sommatoria dei ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, esclusi
quelli di cui alle lettere c), d), e) del testo unico delle imposte sui redditi approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, degli altri proventi considerati
ricavi (ad esclusione di quelli di cui all’art. 85, lett. f) del Tuir) nonché delle variazioni delle rimanenze relative ad opere forniture e servizi
di durata ultrannuale (al netto di quelle valutate al costo) riferiti allo studio di settore indicato nel corrispondente campo.
Pertanto, l’importo da indicare nel campo “Ricavi” corrisponde alla descrizione degli importi previsti nei righi F01 + F02 (campo 1) – F02 (campo
2) + [F07 (campo 1) – F07 (campo2)] – [F06 (campo 1) – F06 (campo2)] del quadro F degli elementi contabili.


3. QUADRO A - PERSONALE ADDETTO ALL’ATTIVITÀ


Nel quadro A sono richieste informazioni relative al personale addetto all’attività.
Per la compilazione del “numero giornate retribuite” del personale addetto all’attività si dovrà fare riferimento, per i soggetti indicati nei
modelli di denuncia inviati all’Ente Previdenziale, al numero complessivo di giornate retribuite desumibile in quelli relativi al periodo d’imposta
cui si riferisce il presente modello (negli altri casi si farà riferimento ai registri e ad altra documentazione in materia).
Ad esempio, un dipendente, con contratto a tempo parziale dal 1° gennaio al 30 giugno e con contratto a tempo pieno dal 1° luglio al 20
dicembre, va computato sia tra i dipendenti a tempo parziale che tra quelli a tempo pieno e, per entrambi i rapporti di lavoro, deve essere indicato
il relativo numero delle giornate retribuite.
In relazione alle tipologie di personale addetto all’attività, per le quali viene richiesto di indicare il “numero”, è necessario fare riferimento
alle unità di personale presenti al termine del periodo d’imposta cui si riferisce il presente modello.
Si precisa che non devono essere indicati gli associati in partecipazione ed i soci che apportano esclusivamente capitale, anche se soci di
società in nome collettivo o di società in accomandita semplice. Inoltre, non possono essere considerati soci di capitale quelli per i quali sono
versati contributi previdenziali e/o premi per assicurazione contro gli infortuni, nonché i soci che svolgono la funzione di amministratori della
società.

ATTENZIONE!
Le informazioni relative all’attività inerente la qualifica di socio amministratore devono essere fornite in corrispondenza del rigo “Soci
amministratori” indipendentemente dalla natura del relativo rapporto intrattenuto con la società (collaborazione coordinata e continuativa,
lavoro dipendente, altri rapporti). Tali informazioni non devono essere riportate negli altri righi del presente quadro.
Si fa presente che tra i collaboratori coordinati e continuativi di cui all’art. 50, comma 1, lett. c-bis) del TUIR devono essere indicati sia i collaboratori
assunti secondo la modalità riconducibile a un progetto, programma di lavoro o fase di esso, ai sensi degli artt. 61 e ss. del D.Lgs. 10
settembre 2003, n. 276 (collaboratori c.d. “a progetto”), sia coloro che intrattengono rapporti di collaborazione coordinata e continuativa che,
ai sensi della normativa richiamata, non devono essere obbligatoriamente ricondotti alla modalità del lavoro a progetto, a programma o a fase
di programma.
Si fa presente, inoltre, che il personale distaccato presso altre imprese deve essere indicato tra gli addetti all’attività dell’impresa distaccataria e
non tra quelli dell’impresa distaccante.
In particolare, indicare:
– nei righi da A01 ad A05, distintamente per qualifica, il numero complessivo delle giornate retribuite relative ai lavoratori dipendenti che svolgono
attività a tempo pieno, desumibile dai modelli di denuncia relativi al periodo di imposta cui si riferisce il presente modello;
– nel rigo A06, il numero complessivo delle giornate retribuite relative ai lavoratori dipendenti a tempo parziale, anche se assunti con contratto di
inserimento o con contratto a termine, agli assunti con contratto di lavoro intermittente o di lavoro ripartito, conformemente a quanto comunicato
all’Ente Previdenziale relativamente al periodo d’imposta cui si riferisce il presente modello. Con riferimento alle denunce telematiche UNIEMENS
inviate all’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, il numero delle giornate retribuite deve essere determinato moltiplicando per sei e dividendo per
cento il numero complessivo delle settimane utili comunicate nel periodo d’imposta per la determinazione della misura delle prestazioni pensionistiche;
– nel rigo A07, il numero complessivo delle giornate retribuite relative agli apprendisti che svolgono attività nell’impresa, desumibile dai modelli
di denuncia relativi al periodo di imposta cui si riferisce il presente modello. Come già chiarito al rigo precedente per i lavoratori dipendenti
a tempo parziale, nel caso di apprendisti con contratto a tempo parziale, con riferimento alle denunce telematiche UNIEMENS inviate all’Istituto
Nazionale Previdenza Sociale, tale numero deve essere determinato moltiplicando per sei e dividendo per cento il numero complessivo delle
settimane utili comunicate nel periodo d’imposta per la determinazione della misura delle prestazioni pensionistiche;
– nel rigo A08, il numero complessivo delle giornate retribuite relative agli assunti a tempo pieno con contratto di inserimento e ai dipendenti
con contratto a termine, desumibile dai modelli di denuncia relativi al periodo di imposta cui si riferisce il presente modello, nonché il numero
complessivo delle giornate retribuite relative al personale con contratto di somministrazione di lavoro, determinato dividendo per otto il numero
complessivo di ore ordinarie lavorate desumibile dalle fatture rilasciate dalle agenzie di somministrazione;
– nel rigo A09, il numero complessivo delle giornate retribuite relative ai lavoranti a domicilio desumibile dai modelli di denuncia relativi al periodo
di imposta cui si riferisce il presente modello;
– nel rigo A10, il numero dei collaboratori coordinati e continuativi di cui all’articolo 50, comma 1, lett. c-bis), del TUIR, che prestano la loro
attività prevalentemente nell’impresa;
– nel rigo A11, il numero dei collaboratori coordinati e continuativi di cui all’articolo 50, comma 1, lett. c-bis), del TUIR, diversi da quelli indicati
nel rigo precedente, che prestano la loro attività nell’impresa;
– nel rigo A12, nella prima colonna, il numero dei collaboratori dell’impresa familiare di cui all’articolo 5, comma 4, del TUIR, ovvero il coniuge
dell’azienda coniugale non gestita in forma societaria;
– nel rigo A13, nella prima colonna, il numero dei familiari che prestano la loro attività nell’impresa, diversi da quelli indicati nel rigo precedente
(quali, ad esempio, i cosiddetti familiari coadiuvanti per i quali vengono versati i contributi previdenziali);
– nel rigo A14, nella prima colonna, il numero degli associati in partecipazione e dei soggetti che partecipano agli utili dell’impresa in base a
contratti di cointeressenza con apporto di opere e servizi, di cui all’art. 2554 del codice civile;
– nel rigo A15, nella prima colonna, il numero dei soci amministratori;
– nel rigo A16, nella prima colonna, il numero dei soci non amministratori. In tale rigo non devono essere indicati i soci che hanno percepito
compensi derivanti da contratti di lavoro dipendente ovvero di collaborazione coordinata e continuativa. Tali soci devono essere indicati nei
righi appositamente previsti per il personale retribuito in base ai predetti contratti di lavoro;
– nei righi A12, A13, A14 e A16, nella seconda colonna, la somma delle percentuali dell’apporto di lavoro prestato dai soggetti indicati nella
prima colonna del medesimo rigo. Tali percentuali devono essere determinate utilizzando come parametro di riferimento l’apporto di lavoro fornito

da un dipendente che lavora a tempo pieno per l’intero periodo d’imposta. Considerata, ad esempio, un’attività nella quale il titolare dell’impresa

è affiancato da due collaboratori familiari, il primo dei quali svolge l’attività a tempo pieno e, il secondo, per la metà della giornata lavorativa ed a giorni alterni, nel rigo in esame andrà riportato 125, risultante dalla somma di 100 e 25, percentuali di apporto di lavoro dei due collaboratori familiari. Per maggiori approfondimenti sulle modalità di indicazione della percentuale relativa a detto apporto di lavoro, si rinvia alle
istruzioni riportate al paragrafo 7.4.2 della circolare n. 32/E del 21/06/2005 e al paragrafo 5.1 della circolare n. 23/E del 22/06/2006;
– nel rigo A15, nella seconda colonna, la percentuale dell’apporto di lavoro prestato dai soci amministratori per l’attività inerente tale qualifica, nonché
per le ulteriori attività prestate da tali soggetti nel medesimo ambito societario, diverse da quelle inerenti la qualifica di amministratore, per le
quali non è previsto un corrispettivo. Si precisa che la percentuale è pari al rapporto tra l’apporto di lavoro effettivamente prestato per lo svolgimento
del totale delle attività sopra dette e quello necessario per lo svolgimento dell’attività a tempo pieno da parte di un dipendente che lavora
per l’intero periodo d’imposta cui si riferisce il presente modello. La percentuale da indicare deve essere pari alla somma delle percentuali relative
a tutti i soci amministratori eventualmente presenti. Per maggiori approfondimenti sulle modalità di indicazione della percentuale relativa a detto
apporto di lavoro, si rinvia alle istruzioni riportate al paragrafo 7.4.2 della circolare n. 32/E del 21/06/2005, al paragrafo 5.1 della circolare
n. 23/E del 22/06/2006, al paragrafo 10.2 della circolare n. 44/E del 29/05/2008, al paragrafo 6.1 della circolare n. 34/E del
18/06/2010, ai paragrafi 2.3 e 5.1 della circolare n. 30/E del 28/06/2011 e ai paragrafi 2.5 e 5.2 della circolare n. 30/E dell’
11/07/2012;
– nel rigo A17, il numero degli amministratori non soci. Si precisa che devono essere indicati soltanto coloro che svolgono l’attività di amministratore
caratterizzata da apporto lavorativo direttamente afferente all’attività svolta dalla società e che non possono essere inclusi nei righi precedenti.
Quindi, ad esempio, gli amministratori assunti con contratto di lavoro dipendente e con la qualifica di dirigente non dovranno essere
inclusi in questo rigo, bensì nel rigo A01;
Cassa Integrazione ed istituti simili
– nel rigo A18, il numero delle giornate retribuite e non “effettivamente lavorate” per effetto di provvedimenti di sospensione dell’attività lavorativa,
come ad esempio il ricorso alla cassa integrazione guadagni (CIG o CIGS) o ad altri istituti assimilati. Non devono essere computati i
periodi di normale sospensione e/o interruzione dell’attività lavorativa, come, ad esempio, quelli dovuti per causa di malattia, infortunio professionale,
maternità, ecc..
Si precisa che nel caso in cui la sospensione dell’attività lavorativa non venga effettuata mediante la totale interruzione dell’attività stessa, bensì
attraverso una riduzione parziale dell’orario di lavoro giornaliero, il computo delle ore di sospensione dovrà essere trasformato in giornate lavorative,
arrotondando le eventuali frazioni di ore risultanti dal calcolo stesso all’unità più vicina. Pertanto, ad esempio, un’impresa che ricorra alla
Cassa Integrazione Guadagni per un lavoratore dipendente assunto a tempo pieno, che effettua la prestazione lavorativa articolata su 8 ore
giornaliere per 5 giorni a settimana, nel caso in cui intenda ridurre l’orario di lavoro del dipendente di 3 ore al giorno per un totale di 4 settimane
nell’anno, indicherà 8, nel presente rigo, che corrisponde al numero complessivo di giornate di sospensione risultanti dal rapporto tra il
numero complessivo di ore di sospensione nelle 4 settimane (60) e le 8 ore giornaliere di lavoro.
Per maggiori chiarimenti sulle modalità di calcolo delle giornate di sospensione dall’attività lavorativa dei lavoratori dipendenti, si rinvia a quanto
precisato al paragrafo 5.2 della circolare n. 23/E del 22/06/2006 e al paragrafo 1.4 dell’allegato 3 della circolare n. 38/E del
12/06/2007.
Si precisa altresì che il numero da indicare deve essere già stato computato nel numero complessivo delle giornate retribuite al personale dipendente,
indicato nei righi da A01 ad A09.


4. QUADRO B – UNITÀ LOCALI DESTINATE ALL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ


Nel quadro B sono richieste informazioni relative alle unità produttive e agli spazi che, a qualsiasi titolo, vengono utilizzati per l’esercizio dell’attività.
La superficie deve essere quella effettiva, indipendentemente da quanto risulta dalla eventuale licenza amministrativa.
Per indicare i dati relativi a più unità, è necessario compilare un apposito quadro B per ciascuna di esse. I dati da indicare sono quelli riferiti a
tutte le unità locali utilizzate nel corso del periodo d’imposta, indipendentemente dalla loro esistenza alla data di chiusura del periodo d’imposta.
Nel caso in cui nel corso del periodo d’imposta si sia verificata l’apertura e/o la chiusura di una o più unità locali, nelle note esplicative, contenute
nella procedura applicativa GE.RI.CO., dovrà essere riportata tale informazione con l’indicazione della data di apertura e/o di chiusura.
In particolare, indicare:
– nel rigo B00, il numero complessivo delle unità locali destinate all’esercizio dell’attività;
– in corrispondenza di “Progressivo unità locale”, il numero progressivo di ciascuna delle unità produttive di cui sono indicati i dati, barrando la
casella corrispondente;
Unità produttiva
– nel rigo B01, il comune in cui è situata l’unità produttiva;
– nel rigo B02, la sigla della provincia;
– nel rigo B03, la superficie complessiva, espressa in metri quadrati, dei locali destinati all’esercizio dell’attività;
– nel rigo B04, la superficie complessiva, espressa in metri quadrati, dei locali destinati a laboratorio;
– nel rigo B05, barrando la relativa casella, la presenza nel laboratorio di spazi destinati a visite e cure prestate da dentisti e/o odontoiatri.


5. QUADRO C – MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITÀ


Nel quadro C sono richieste informazioni relative alle concrete modalità di svolgimento dell’attività.

In particolare indicare:
Produzione e/o lavorazione, servizi e commercializzazione
– nel rigo C01, la percentuale dei ricavi derivanti da attività svolte in conto proprio, in rapporto ai ricavi complessivamente conseguiti. Per attività
svolta in conto proprio si intende la produzione e/o la lavorazione effettuata in assenza di commissione, ordine, accordo ecc., all’interno e/o
all’esterno delle unità produttive dell’impresa, anche avvalendosi di terzi. Si considera altresì svolta in conto proprio la produzione e/o la lavorazione
effettuata con propri modelli e proprie tipologie di prodotti offerti direttamente sul mercato. Si configura l’ipotesi di attività svolta in conto
proprio anche nel caso in cui, in presenza di commissione, ordine, accordo, ecc., i prodotti finiti, semilavorati o componenti vengano offerti
direttamente sul mercato finale a privati o imprese;
– nel rigo C02, la percentuale dei ricavi derivanti da attività svolte in conto terzi, in rapporto ai ricavi complessivamente conseguiti. Per attività
svolta in conto terzi si intende la produzione e/o la lavorazione effettuata per conto di terzi soggetti in presenza di commissione, ordine, accordo,
ecc., indipendentemente dalla provenienza del materiale utilizzato. Si ribadisce, come già precisato al rigo C01, che, pur in presenza
di commissione, ordine, accordo, ecc., si configura l’ipotesi di attività svolta in conto proprio qualora i prodotti finiti, semilavorati o componenti
vengano offerti direttamente sul mercato finale a privati o imprese;
– nel rigo C03, la percentuale dei ricavi derivanti dalla commercializzazione di prodotti acquistati da terzi non trasformati e/o non lavorati dall’impresa,
in rapporto ai ricavi complessivamente conseguiti.
– nel rigo C04, la percentuale dei ricavi derivanti dalla prestazione di attività c.d. “di servizio”, come ad esempio la manutenzione, la riparazione,
l’installazione di prodotti accessori, ecc., in rapporto ai ricavi complessivamente conseguiti;
Il totale delle percentuali indicate nei righi da C01 a C04 deve risultare pari a 100;
– nel rigo C05, il codice 1, 2 o 3, se l’attività svolta in conto terzi è commissionata, rispettivamente, da un solo committente, da due a cinque committenti
o da più di cinque committenti;
– nel rigo C06, la percentuale dei ricavi provenienti dal committente principale, in rapporto ai ricavi complessivamente conseguiti;
– nel rigo C07, qualora una parte della lavorazione sia affidata a terzi odontotecnici, il costo complessivamente sostenuto per le prestazioni eseguite
da parte di tali soggetti;
Tipologia della clientela
– nei righi da C08 a C12, per ciascuna tipologia di clientela indicata, la percentuale dei ricavi conseguiti, in rapporto all’ammontare complessivo
dei ricavi. Si precisa che la clientela privata deve essere indicata nel rigo C12.
Il totale delle percentuali indicate nei righi da C08 a C12 deve risultare pari a 100.


6. QUADRO D – ELEMENTI SPECIFICI DELL’ATTIVITÀ


Nel quadro D sono richieste informazioni relative agli elementi specifici dell’attività.
In particolare indicare:
Tipo di prodotto/servizio
– nei righi da D01 a D06, per ciascuna tipologia di prodotti individuata, la percentuale dei ricavi conseguiti, in rapporto all’ammontare complessivo
dei ricavi;
– nel rigo D07, la percentuale dei ricavi conseguiti per l’attività di riparazione delle protesi, in rapporto all’ammontare complessivo dei ricavi.
Il totale delle percentuali indicate nei righi da D01 a D07 deve risultare pari a 100;
Servizi
– nel rigo D08 indicare la percentuale sui ricavi derivante dalla realizzazione virtuale di protesi o loro parti;
Materiali di consumo
– nei righi da D09 a D18, per ciascuna tipologia individuata, la quantità di materiale di consumo utilizzata, espressa nelle diverse unità di misura
indicate;
– nel rigo D19, il costo relativo all’acquisto di zirconia ed ossido di zirconio;
Materiali di produzione utilizzati
– nei righi D20 e D21 in relazione al materiale di produzione utilizzato, indicare la percentuale complessiva dei materiali utilizzati, distinguendo
tra quelli acquistati direttamente dall’impresa, da quelli forniti da terzi;
Il totale delle percentuali indicate nei righi da D20 a D21 deve risultare pari a 100;
Altri elementi specifici
– nel rigo D22, la quantità di energia elettrica complessivamente consumata, espressa in Kwh;
– nel rigo D23, il costo complessivamente sostenuto per i consumi di energia elettrica;
– nel rigo D24, le spese sostenute per servizi di trasporto effettuati da terzi, integrativi o sostitutivi dei servizi effettuati con mezzi propri, comprendendo
tra queste anche quelle sostenute per la spedizione attraverso corrieri o altri mezzi di trasporto (navi, aerei, treni, ecc.);
– nel rigo D25, l’ammontare complessivo dei costi sostenuti per lo smaltimento dei rifiuti speciali;
– nel rigo D26, i costi sostenuti per la partecipazione a convegni e/o a corsi di aggiornamento professionale;
– nel rigo D27, l’ammontare complessivo dei premi annui versati per polizze assicurative stipulate a copertura della responsabilità civile verso terzi;
– nel rigo D28, l’ammontare complessivo delle spese sostenute per le quote di partecipazione e/o associative versate a Consorzi e Società consortili.
– nel rigo D29, il costo sostenuto nel periodo d’imposta per l’acquisto di semilavorati.


7. QUADRO E – BENI STRUMENTALI


Nel quadro E sono richieste informazioni relative ai beni strumentali posseduti e/o detenuti, a qualsiasi titolo, alla data di chiusura del periodo
d’imposta.
In particolare indicare:
– nei righi da E01 a E11, per ciascuna tipologia individuata, il numero complessivo dei beni strumentali;
– nei righi da E12 a E42, per ciascuna tipologia individuata, il numero complessivo dei beni mobili strumentali, distinti per classi di costo.
Si precisa che vanno indicati in tale quadro anche i beni utilizzati dal contribuente di proprietà di Consorzi e Società consortili.
Beni mobili strumentali di proprietà o acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria distinti per classi di età (a partire dall’anno
di immatricolazione)
– nei righi da E43 a E45 per ciascuna classe di età indicata di beni mobili strumentali, l’ammontare del costo complessivo sostenuto per l’acquisizione
dei beni stessi.
Si precisa che l’età del macchinario deve essere calcolata facendo riferimento all’anno di immatricolazione del bene e che il costo complessivo
dei beni strumentali deve essere ragguagliato agli effettivi giorni di possesso dei beni stessi nel corso del periodo d’imposta.
Si precisa inoltre che, la somma complessiva dei costi indicati nei righi da E43 a E45 deve corrispondere al valore dei beni mobili strumentali già
indicato nel rigo F29 (campo 1) del quadro “F –Elementi contabili”, al netto del valore indicato nel campo 2 del medesimo rigo F29 relativo ai
beni strumentali acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria;
– nel rigo E46, il costo complessivo dei beni mobili strumentali di proprietà o acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria immessi
nell’attività produttiva nel corso del periodo d’imposta, ragguagliato agli effettivi giorni di possesso nel periodo stesso.
Si precisa altresì che il valore degli stessi beni deve essere già stato indicato nel rigo F29.


8. QUADRO F – ELEMENTI CONTABILI


Nel quadro F devono essere indicati gli elementi contabili necessari per l’applicazione dello studio di settore. Per quanto riguarda le istruzioni relative
alla compilazione di tale quadro si rinvia al documento “Istruzioni quadro F e quadro G”.


9. QUADRO X – ALTRE INFORMAZIONI RILEVANTI AI FINI DELL’APPLICAZIONE DEGLI STUDI DI SETTORE


Nel quadro X è prevista l’indicazione di ulteriori informazioni rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore. Per quanto riguarda le istruzioni
relative alla compilazione di tale quadro si rinvia al documento “Istruzioni quadro X”.


10. QUADRO V – ULTERIORI DATI SPECIFICI


Nel quadro V sono richieste informazioni relative alle modalità applicative degli studi nei confronti di determinate tipologie di soggetti, previste
dal DM 11 febbraio 2008, come modificato, da ultimo, dall’articolo 6 del D.M. 28 dicembre 2012. Per quanto riguarda le istruzioni relative alla
compilazione di tale quadro si rinvia al documento “Istruzioni quadro V”.


11. QUADRO T – CONGIUNTURA ECONOMICA


Nel quadro T è prevista l’indicazione di ulteriori informazioni necessarie ad adeguare le risultanze dello studio di settore alla situazione di crisi
economica. Per quanto riguarda le istruzioni relative alla compilazione del presente quadro si rinvia al documento “Istruzioni quadro T”.

 

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