COME COSTRUIRE LA PROTESI ORTODONTICA MOBILE E FISSA Stampa
ORTODONZIA - ORTODONZIA OGGI
Scritto da D.R. PIRRELLI Roberto   
Martedì 31 Dicembre 2013 12:10

 

 

 

P r o t e s i    O r t o d o n t i c a

 

in ottemperanza


D.   L.vo   n° 46 del 24/02/1997 – Direttiva 93/42/CEE –

e

D.   L.vo   n° 37 del 25/01/2010 – Direttiva 2007/47/CEE -



 

DEFINIZIONE E DOCUMENTAZIONE DELLA PROCEDURA DI LAVORAZIONE

ANALISI DEI RISCHI ASCRIVIBILI ALL’USO DEL DISPOSITIVO

RIFERIMENTO ALLA COMPATIBILITA’ DEI MATERIALI

ISTRUZIONI D’USO

 

 

Fase: “ IGIENE E DISINFEZIONE IMPRONTA DENTARIA

Detersione e trattamento antibatterico delle impronte dentarie

 


PROCEDIMENTO di FABBRICAZIONE ADOTTATO  “ manuale

1 Indossare guanti – mascherina – occhiali.

2 Mettere l’impronta in un contenitore, immersa completamente nel prodotto disinfettante.

3 Far agire il prodotto per la disinfezione impronta, per un  minimo di 3 minuti e per un massimo di 5 minuti.

4 Prelevare l’impronta nel contenitore.

 

PROCEDIMENTO di FABBRICAZIONE ADOTTATO  “ meccanico

 

1 Indossare – guanti – mascherina – occhiali.

2 Inserire l’impronta nella vaschetta ad ultrasuoni.

3 Accensione dell’apparecchiatura.

4 Attivare gli ultrasuoni.

5 Comandare la potenza degli ultrasuoni.

6 Regolare il tempo di lavaggio  (minimo 3 minuti  - massimo 5 minuti).

7 Impostare la temperatura di lavaggio.

8 Spegnere l’apparecchiatura.

9 Togliere l’impronta.

 

ANALISI DEI RISCHI:


- VALUTARE UNA FRA QUESTE POSSIBILITA' -

1. ASSENZA DI RISCHI: “ Non si evidenziano pericoli potenziali non eliminabili secondo le procedure  standard

2. RISCHIO RIDUCIBILE: Si evidenziano piccole imperfezioni facilmente eliminabili


3. RISCHIO ACCETTABILE: Si evidenziano piccoli danni facilmente eliminabili

- se si riscontrano una di queste 3 possibilità il ciclo di lavorazione prosegue -

RISCHIO ACCERTATO: INTERROMPERE IL CICLO DI LAVORAZIONE !

“ BISOGNA: RIFARE LA DISINFEZIONE

SMALTIMENTO RIFIUTI: “

Contenitore rifiuti speciali

Autodistruzione

“ Assimilabile ai rifiuti solidi urbani

CODICE RIFIUTO CER

ORIGINE: LABORATORIO ODONTOTECNICO


 

 

Fase: COLATURA MODELLO ANTAGONISTA, DI STUDIO, DI LAVORO

Riproduzione della forma dentaria necessaria per improntare un piano di trattamento protesico

 


 

 

“ TRATTAMENTO DELL’IMPRONTA CON MATERIALE ALGINATO

PROCEDIMENTO di FABBRICAZIONE ADOTTATO   “ tecnico – manuale – meccanico

1 L’impronta in alginato va colata SUBITO.

2 Lavare l’impronta sotto un leggero getto d’acqua corrente fredda.

3 Eliminare eccessi di materiale alginato dall’impronta, per mezzo di una lama di bisturi – cautamente -

4 Ricoprire la parte interna dell’impronta con un sottile strato di polvere di gesso e con l’ausilio di un pennello spolverare delicatamente.

5 Mettere l’impronta sotto un leggero getto d’acqua corrente freddae con il pennello a setole morbide rimuovere il gesso versato in modo da eliminare l’acido alginico.

6 Rimuovere ogni residuo liquido nell’interno dell’impronta mediante un moderato getto d’aria facendo attenzione a non dare eccessiva pressione per non danneggiare

i rilievi più sottili dell’impronta.

“ 1^COLATURA MODELLI - SENZA STAMPI

1 Misurare dose e rapporti di polvere gesso e acqua distillata negli appositi misuratori (bilancia per la polvere e misurini per liquidi)  seguendo le indicazioni del fabbricante.

2 Prelevare dall’apparecchiatura miscelatore sottovuoto la tazza/scodella miscelatore.

3 Inserire all’interno della tazza/scodella prima il liquido misurato e poi la polvere di gesso.

4 Utilizzare una spatola per miscelare prima manualmente il composto, fino a quando la polvere sarà completamente bagnata.

5 Riposizionare la tazza/scodella nell’alloggiamento dell’apparecchiatura miscelatore sottovuoto,

6 poi, spatolare – meccanicamente - per circa 20 secondi, il composto miscelato sottovuoto.

7 Prelevare nuovamente la tazza/scodella dall’apparecchiatura e attingendo con una spatola per impasto dalla scodella, versare piccole quantità di composto miscelato all’interno dell’impronta.

8 Poggiare l’impronta tenendola dal manico sull’apparecchiatura vibratore regolando la vibrazione, in modo da permettere al composto di fluire nell’impronta riempiendola fino al limite del bordo gengivale.

9 Togliere l’impronta dall’apparecchiatura vibratore e adagiarla cautamente su un piano.

10 Attendere l’indurimento del composto versato nell’impronta.

“ 2^COLATURA MODELLI “ COLATA SU STAMPI IN GOMMA – ZOCCOLATURA -

1 Misurare dose e rapporti di polvere gesso e acqua distillata negli appositi misuratori (bilancia per la polvere e misurini per liquidi)  seguendo le indicazioni del fabbricante.

2 Prelevare dall’apparecchiatura miscelatore sottovuoto la tazza/scodella miscelatore.

3 Inserire all’interno della tazza/scodella prima il liquido misurato e poi la polvere di gesso.

4 Utilizzare una spatola per miscelare prima manualmente il composto, fino a quando la polvere sarà completamente bagnata.

5 Riposizionare la tazza/scodella nell’alloggiamento dell’apparecchiatura miscelatore sottovuoto,

6 poi, spatolare – meccanicamente - per circa 20 secondi, il composto miscelato sottovuoto.

7 Prelevare nuovamente la tazza/scodella dall’apparecchiatura e attingendo con una spatola per impasto dalla scodella, versare piccole quantità di composto miscelato all’interno dello stampo in gomma.

8 Poggiare lo stampo in gomma sull’apparecchiatura vibratore regolando la vibrazione, in modo da permettere al composto di riempire lo stampo.

9 Togliere la base in gomma dall’apparecchiatura vibratore e adagiarla cautamente su un piano.

10 Immergere nello stampo in gomma l’impronta colata in precedenza, capovolta.

11 Attendere l’indurimento del composto versato nello stampo.

“ SMODELLATURA

1 Rimuovere il modello dall’impronta in alginato rispettando questi tempi categorici: dopo 45 min - indurimento del gesso compiuto - e non oltre 60 min - perché l’alginato può alterare la superficie del gesso –.

2 Pulire il modello dai residui di alginato eventualmente presenti mediante l’ausilio di spazzola a setole morbide

IMPORTANTE!   - NON LAVARE O SQUADRARE IL MODELLO –

3 Stare in attesa della completa fase di indurimento del gesso per una o tre ore a seconda dell’umidità presente nell’ambiente che custodisce il modello.

4 Rivestire la superficie dei denti in gesso con isolante/lacca protettiva per impermeabilizzare le porosità del gesso ed evitare depositi e pulviscolo.

 

ANALISI DEI RISCHI:


- VALUTARE UNA FRA QUESTE POSSIBILITA' -

1. ASSENZA DI RISCHI: “ Non si evidenziano pericoli potenziali non eliminabili secondo le procedure  standard

2. RISCHIO RIDUCIBILE: Si evidenziano piccole imperfezioni facilmente eliminabili


3. RISCHIO ACCETTABILE: Si evidenziano piccoli danni facilmente eliminabili

- se si riscontrano una di queste 3 possibilità il ciclo di lavorazione prosegue -

RISCHIO ACCERTATO: INTERROMPERE IL CICLO DI LAVORAZIONE !

“ BISOGNA: RIPRENDERE L'IMPRONTA

SMALTIMENTO RIFIUTI: “

Contenitore rifiuti speciali

Autodistruzione

“ Assimilabile ai rifiuti solidi urbani

CODICE RIFIUTO CER

ORIGINE: LABORATORIO ODONTOTECNICO


 

Fase: SQUADRATURA MODELLI

Sagomatura dei modelli in gesso

 

 

 

PROCEDIMENTO di FABBRICAZIONE ADOTTATO  “ tecnico – manuale – meccanico

 

IMPORTANTE! NON SQUADRARE IL MODELLO SUBITO DOPO LO SMODELLAMENTO

1 Indossare – mascherina – occhiali.

2 Posizionare il modello sulla base porta modello dell’apparecchiatura squadramodelli - preferibilmente a secco -.

3 Squadrare la base del modello premendo il modello al disco/nastro dell’apparecchiatura:

- la base del modello squadrata dovrà essere parallela al piano occlusale –

- mantenere uno spessore di circa 10 mm a livello del centro del palato duro (modello superiore) e a livello del solco linguale (modello inferiore) -.

4 Squadrare la parte posteriore del modello mantenendo ben evidenti le zone dei tuber retromolari.

5 Sagomare sempre in modo che la base del modello con i suoi contorni formano un’angolo a 90°.

 

“ SQUADRATURA MODELLO SUPERIORE


1 Squadrare il modello in corrispondenza del settore anteriore, nella zona relativa che va dalla linea mediana, che attraversa i due incisivi centrali, alla linea che attraversa e divide in due il canino, in corrispondenza della cuspide, sia dal lato destro che sinistro.

2 Poggiare il modello sulla base della squadramodelli e abradere lateralmente in corrispondenza della zona dei tuber retromolari formando angoli ottusi con la parte posteriore del modello.

3 Congiungere la squadratura laterale dei tuber retromolari con la squadratura anteriore in corrispondenza della cuspide canina.

 

 

“ SQUADRATURA MODELLO INFERIORE


1 Squadrare il modello in corrispondenza del settore anteriore – dalla linea che attraversa e divide in due i canini – con un andamento convesso.

2 Poggiare il modello sulla base della squadramodelli e abradere lateralmente in corrispondenza della zona dei tuber retromolari formando angoli ottusi con la parte posteriore del modello.

3 Congiungere la squadratura laterale dei tuber retromolari con la squadratura anteriore in corrispondenza della cuspide canina.

 

ANALISI DEI RISCHI:


- VALUTARE UNA FRA QUESTE POSSIBILITA' -

1. ASSENZA DI RISCHI: “ Non si evidenziano pericoli potenziali non eliminabili secondo le procedure  standard

2. RISCHIO RIDUCIBILE: Si evidenziano piccole imperfezioni facilmente eliminabili


3. RISCHIO ACCETTABILE: Si evidenziano piccoli danni facilmente eliminabili

- se si riscontrano una di queste 3 possibilità il ciclo di lavorazione prosegue -

RISCHIO ACCERTATO: INTERROMPERE IL CICLO DI LAVORAZIONE !

“ BISOGNA: RIPRENDERE L'IMPRONTA

SMALTIMENTO RIFIUTI: “

Contenitore rifiuti speciali

Autodistruzione

“ Assimilabile ai rifiuti solidi urbani

CODICE RIFIUTO CER

ORIGINE: LABORATORIO ODONTOTECNICO


 

Fase: MESSA IN ARTICOLAZIONE

Montaggio dei modelli e analisi dell'occlusione su articolatore che simula i movimenti dell'articolazione temporo-mandibolare

 

 

 

 

PROCEDIMENTO di FABBRICAZIONE ADOTTATO  “ tecnico – manuale – SISTEMA INDIRETTO

 

“ Montaggio modello superiore con l’ausilio dell’arco di trasferimento su ARTICOLATORE A VALORI INDIVIDUALI

1 Inserire sui perni per il montaggio ai lati delle ceste articolari le estremità forate ad oliva dell’arco di trasferimento.

2 Avvitare una base di montaggio senza fessure sulla branca superiore

3 Togliere i cappucci di protezione dalle estremità ad oliva.

4 Inserire branca superiore dell’articolatore e arco di trasferimento nel supporto di montaggio.

5 Regolare a 0° l’inclinazione dei due tracciati condilari.

6 Inserire sotto la forchetta un supporto tenuto fermo dal tappetino magnetico dello strumento di montaggio per evitare il piegamento della forchetta sotto il peso del modello.

7 Capovolgere il supporto di montaggio per stabilire un contatto uniforme con la parte inferiore della forchetta.

8 Fissare il portaforchetta serrando la vite.

9 Ruotare all’indietro la parte superiore dell’articolatore e inserire il modello all’interno della concavità della forchetta.

10 Misurare dosi e rapporti necessari per l’impasto gesso/acqua.

12 Miscelare il composto manualmente.

13 Inumidire con acqua la superficie basale del modello master.

14 Colare parte del composto nella base superiore del modello e parte nella base di montaggio.

15 Chiudere con cautela la parte superiore dell’articolatore fino alla superficie d’appoggio del tavolato incisivo sull’arco di trasferimento.

16 Attendere il processo di indurimento del gesso.

 

“ Montaggio modello inferiore


1 Togliere la branca superiore dell’articolatore.

2 Bloccare in posizione di centrica le due ceste condilari.

3 Rialzare di 3 mm l’asta incisale per contenere l’espansione del gesso da adoperare.

4 Posizionare il modello inferiore alla registrazione di centrica del modello superiore.

5 Bloccare il modello inferiore alla registrazione di centrica.

6 Misurare dosi e rapporti necessari per l’impasto gesso/acqua.

7 Versare il contenuto in una scodella-coppa di silicone e miscelare il composto manualmente.

8 Inumidire con acqua la superficie basale del modello inferiore.

9 Colare parte del composto nella base superiore del modello e parte nella base di montaggio.

10 Chiudere con cautela la parte inferiore dell’articolatore fino alla superficie d’appoggio del perno incisale.

11 Attendere il processo di indurimento del gesso.

 

PROCEDIMENTO di FABBRICAZIONE ADOTTATO  “ tecnico – manuale – SISTEMA DIRETTO

 

PROCEDURA DI LAVORAZIONE E CONTROLLI:

 

“ Montaggio modello superiore con l’ausilio dell’arco di trasferimento su ARTICOLATORE A VALORI INDIVIDUALI

 

1 Preparare l’articolatore sostituendo il perno incisale con l’adattatore per il portaforchetta.

2 Bloccare serrando le viti i condili in posizione di centrica.

3 Inserire la forchetta all’articolatore.

4 Posizionare il modello master sul piano della forchetta rispettando i punti delle registrazioni.

5 Misurare dosi e rapporti necessari per l’impasto gesso/acqua.

6 Versare il contenuto in una scodella-coppa di silicone.

7 Miscelare il composto manualmente.

8 Inumidire con acqua la superficie basale del modello superiore.

9 Colare parte del composto nella base superiore del modello e parte nella base di montaggio.

10 Chiudere con cautela la parte superiore dell’articolatore fino alla superficie d’appoggio del tavolato incisivo sull’arco di trasferimento.

11 Attendere il processo di indurimento del gesso.

 

“ Montaggio modello inferiore

 

1 Togliere la branca superiore dell’articolatore.

2 Bloccare in posizione di centrica le due ceste condilari.

3 Rialzare di 3 mm l’asta incisale per contenere l’espansione del gesso da adoperare.

4 Posizionare il modello inferiore alla registrazione di centrica del modello superiore.

5 Bloccare il modello inferiore alla registrazione di centrica.

6 Misurare dosi e rapporti necessari per l’impasto gesso/acqua.

7 Versare il contenuto in una scodella-coppa di silicone.

8 Miscelare il composto manualmente.

9 Inumidire con acqua la superficie basale del modello inferiore.

10 Colare parte del composto nella base superiore del modello e parte nella base di montaggio.

11 Chiudere con cautela la parte inferiore dell’articolatore fino alla superficie d’appoggio del perno incisale.

12 Attendere il processo di indurimento del gesso.

 

“ Montaggio modello superiore su ARTICOLATORE A VALORI MEDI


1 Preparare l’articolatore togliendo la piastra di montaggio inferiore.

2 Collegare il piatto incisale nell’alloggiamento previsto serrandone la vite nella base inferiore dell’articolatore.

3 Posizionare il modello con le registrazioni sul piatto incisale.

4 Far corrispondere la linea mediana modello – linea piatto incisale – asta indicatore incisale.

5 Lasciare spazio adeguato fra la piastra superiore dell’articolatore e la base del modello superiore poggiato sul piano in posizione di contatto dell’asta incisale alla base d’appoggio.

6 Bloccare il modello master sul piatto incisale con cera collante.

7 Ruotare all’indietro la branca superiore dell’articolatore.

8 Misurare dosi e rapporti necessari per l’impasto gesso/acqua.

9 Versare il contenuto in una scodella-coppa di silicone.

10 Miscelare il composto manualmente.

11 Inumidire con acqua la superficie basale del modello superiore.

12 Colare parte del composto nella base superiore del modello e parte nella base di montaggio.

13 Chiudere con cautela la parte superiore dell’articolatore fino alla superficie d’appoggio dell’asta indicatore incisale.

14 Attendere il processo di indurimento del gesso.

15 Eliminare la cera collante mediante vapore.

 

“ Montaggio modello inferiore

 

1 Capovolgere l’articolatore.

2 Smontare dall’articolatore il piatto incisale svitando la vite di fissaggio.

3 Montare piastra di montaggio alla base inferiore dell’articolatore.

4 Posizionare il modello inferiore alla registrazione sul modello superiore.

5 Bloccare il modello inferiore alla registrazione di centrica.

6 Rialzare di 3 mm l’asta incisale per contenere l’espansione del gesso da adoperare.

7 Lasciare spazio adeguato fra la piastra inferiore dell’articolatore e la base del modello inferiore poggiato sul piano in posizione di contatto dell’asta incisale alla base  d’appoggio.

8 Poggiare sul piano la branca superiore dell’articolatore.

9 Misurare dosi e rapporti necessari per l’impasto gesso/acqua.

10 Versare il contenuto in una scodella-coppa di silicone.

11 Miscelare il composto manualmente.

12 Inumidire con acqua la superficie basale del modello inferiore.

13 Colare parte del composto nella base superiore del modello e parte nella base di montaggio.

14 Chiudere con cautela la parte inferiore dell’articolatore fino alla superficie d’appoggio dell’asta incisale.

15 Attendere il processo di indurimento del gesso.

16 Eliminare la cera collante mediante vapore.

 

PROCEDIMENTO di FABBRICAZIONE ADOTTATO  “ tecnico – manuale

 

PROCEDURA DI LAVORAZIONE E CONTROLLI: “ Montaggio modelli superiore ed inferiore su OCCLUSORE

 

1 Posizionare i modelli superiore ed inferiore in occlusione in posizione di massima intercuspidazione dentaria o nelle guide di registrazione.

2 Bloccare i modelli superiore e inferiore nell’occlusione stabilita con l’ausilio di cera collante.

3 Posizionare i modelli all’interno dell’occlusore in corrispondenza delle basi metalliche dell’occlusore.

4 Regolare la vite d’altezza dell’occlusione adeguandola all’altezza dei modelli.

5 Togliere i modelli.

6 Misurare dosi e rapporti necessari per l’impasto gesso/acqua.

7 Versare il contenuto in una scodella-coppa di silicone e miscelare il composto manualmente.

8 Inumidire con acqua la superfici basali dei modelli superiore e inferiore.

9 Colare parte del composto gessoso su un piano d’appoggio isolato (carta – gomma).

10 Sollevare la base superiore dell’occlusore e  poggiare la base inferiore dell’occlusore inglobandola nel composto gessoso.

11 Poggiare i modelli sul composto e sulla base inferiore dell’occlusore.

12 Colare altra parte del composto gesso sulla base del modello superiore.

13 Abbassare la parte superiore metallica dell’occlusore sul composto gessoso del modello superiore.

14 Aggiungere altro gesso sulla parte superiore dell’occlusore.

15 Sagomare il gesso colato con l’ausilio di spatola.

16 Attendere il processo di indurimento del gesso.

17 Togliere le registrazioni in cera e/o silicone ed eliminare la cera collante sui modelli.

 

ANALISI DEI RISCHI:


- VALUTARE UNA FRA QUESTE POSSIBILITA' -

1. ASSENZA DI RISCHI: “ Non si evidenziano pericoli potenziali non eliminabili secondo le procedure  standard

2. RISCHIO RIDUCIBILE: Si evidenziano piccole imperfezioni facilmente eliminabili


3. RISCHIO ACCETTABILE: Si evidenziano piccoli danni facilmente eliminabili

- se si riscontrano una di queste 3 possibilità il ciclo di lavorazione prosegue -

RISCHIO ACCERTATO: INTERROMPERE IL CICLO DI LAVORAZIONE !

“ BISOGNA: RIFARE LA REGISTRAZIONE ARTICOLARE

SMALTIMENTO RIFIUTI: “

Contenitore rifiuti speciali

Autodistruzione

“ Assimilabile ai rifiuti solidi urbani

CODICE RIFIUTO CER

ORIGINE: LABORATORIO ODONTOTECNICO


 

 

Fase: MESSA IN OPERA DI GANCI - ARCHI - FILI - VITI PER ESPANSIONE - MODELLAZIONE ANATOMICA DEL DISPOSITIVO ORTODONTICO

Espansione - Disgiunzione del palato - Spostamento dentale nelle arcate dentarie.

 

 

 

 

PROCEDIMENTO di FABBRICAZIONE ADOTTATO  “ tecnico – manuale – meccanico -

“ PROGETTAZIONE

1 Scegliere i denti su cui dovranno essere realizzati i ganci - Preferibilmente i primi molari -

2 Adoperare matite colorate per definire il disegno-progetto sul modello.

3 Disegnare eventuali linee sulle quali passeranno i fili portanti anche quelli necessari  per permettere l’attivazione del dispositivo.

4 Tracciare la posizione e la dimensione dell’appoggio Palatale/linguale da creare in resina.

5 Disegnare sul modello le linee di parallelismo con l’asse dei molari in prospettiva occlusale.

 

“ SCELTA DEL GANCIO


1 “ GANCI DI ADAMS        2 “ GANCIO A PALLA     “ ……………………

 

“ COSTRUZIONE GANCI - MODELLAZIONE DEI FILI METALLICI –


1 Prelevare dal nastro circolare, una porzione di filo dal diametro di 0,7 mm da utilizzare per modellare il gancio.

2 Tagliare la porzione da adoperare utilizzando un tronchesino.

 

“ SCELTA DELLA PINZA


a “ PINZA di HAWLEY                        per formare archi -

b “ PINZA A BECCHI D’UCCELLO          – per piegare fili -

c “ PINZA A TRE BECCHI                    – per effettuare pieghe sugli archi -

d “ PINZA A TORRETTA                     – per piegare fili -

e “ PINZA OPTICAL                           – con punte CONCAVO-CONVESSE -

f “ PINZA MC KELLOPS                      – con punte CONCAVO-CONVESSE

g “ PINZA DI YOUNG                        – per modellare anse e LIP-BUMPER -

h “ PINZA REYNOLDS                       – per modellare i fili -

i “ PINZA UNIVERSALE                      – per piegare i fili –

l “ PINZA DI NANCE                          – per realizzare ganci di ADAMS –


“ MODELLAZIONE DEL FILO E ADATTAMENTO AL DENTE

 

1 Scegliere la pinza adatta al caso di specie, per modellare il filo.

2 Tenere ferma una porzione di filo con la mano sinistra utilizzando il pollice diritto e l’indice piegato verso il palmo della mano.

3 Modellare e/o piegare il filo servendosi della pinza.

4 Verificare, collocando il filo modellato al dente la precisione e l’adattamento sul modello.

 

 

“ MODELLAZIONE E CURVATURA DI ARCHI

 

1 Utilizzare le sole mani per realizzare gli archi vestibolari.

2 Tenere ferma una porzione di filo con la mano sinistra utilizzando il pollice diritto e l’indice piegato verso il palmo della mano.

3 Con la mano destra afferrare l’altra parte del filo e utilizzando il pollice e l’indice piegare il filo creando una convessità.

 

“ MODELLAZIONE E PIEGATURA DEL FILO AD ANGOLO

 

1 Tenere ferma una porzione di filo con la mano sinistra utilizzando il pollice diritto e l’indice piegato verso il palmo della mano.

2 Utilizzare una pinza universale per tenere stretto il filo dell’altra porzione.

3 Avvicinare molto il becco della pinza universale ed il pollice della mano sinistra e curvare il filo formando l’angolo desiderato.

 

“ FISSAGGIO DEI FILI E POSIZIONAMENTO DELLE VITI AD ESPANSIONE DEL PALATO

 

1 Utilizzare una spatola scaldata sulla fiamma del bunsen e cera collante per fissare archi e fili modellati al modello in gesso.

a Posizionare eventuali tubi per trazioni saldati con della cera fusa collante sul modello.

2 Scegliere la vite da utilizzare per l’espansione dell’arcata dentaria e posizionarla sul modello:

 

A “ VITE PER ESPANSIONE TRASVERSALE DEL PALATO

B “ VITE COMBINATA PER ESPANSIONE - TRASVERSALE E SAGITTALE - DEL PALATO

C “ VITE PER ESPANSIONE DI UN SOLO SETTORE

D “ VITE A VENTAGLIO PER L’ESPANSIONE SAGITTALE O LATERALE DELL’ARCATA SUP.

E “ VITE COMBINATE TRASVERSALI E PER PROTUSIONE

F “ MICRO-VITE DI PROTUSIONE DEI SINGOLI DENTI

 

3 Collocare la vite per espansione superiore sul palato, - centro del palato ed in prossimità della zona dei premolari –  ( tra il 1° e 2° premolare).

4 Posizionare la vite molto vicino al palato staccata di qualche millimetro per favorire l’inglobamento della resina.

b Collocare la vite per espansione inferiore sul palato della zona linguale a livello - canino lato destro / canino lato sinistro -

c Posizionare la vite molto vicino al palato staccata di qualche millimetro per favorire l’inglobamento della resina.

5 Utilizzare una spatola scaldata sulla fiamma del bunsen e cera collante per fissare la/e vite/i sul  modello

 

“ ISOLAMENTO E APPLICAZIONE RESINA A SPRUZZO

 

1 Immergere l’intero modello in gesso con tutti i componenti, in una vaschetta d’acqua fredda.

2 Lasciare il modello immerso nell’acqua per ½ ora.

3 Prelevare il modello dall’acqua ed isolarlo utilizzando un pennellino con dell’isolante a base alginica.

4 Servirsi di bottiglie con dispensatore graduato per l’applicazione della resina con la tecnica a spruzzo.

5 Adoperare prima la bottiglia con dispensatore graduato contenente il monomero (liquido).

6 Versare sul modello, in prossimità dei fili metallici da inglobare,alcune gocce di liquido monomero.

7 Quindi, passare all’altra bottiglia con dispensatore graduato contenente polvere (polimero).

8 Versare sul modello e sul liquido versato la polvere a getto in modo da saturare il liquido.

9 Continuare, alternando i passaggi, versando prima il liquido e poi la polvere, fino a completare l’area da ricoprire.                                              6

 

“ SALDATURA DEI FILI – ARCHI – ANSE – BANDE -

 

1 Controllare che ci sia parallelismo fra la cannula integrata alla banda posizionata sul dente e l’asse del dente.

2 Modellare i fili secondo le esigenze specifiche del caso.

3 Verificare che i fili metallici preparati seguano fedelmente il disegno del progetto.

4 Prelevare dal modello la/e banda/e ed effettuare una leggera sabbiatura con biossido di alluminio.

5 Sottoporre anche il segmento del filo metallico che verrà saldato alla banda stessa, a leggera sabbiatura con biossido di alluminio.

6 Un getto di vapore sui pezzi sabbiati.

7 Ricollocare sui denti in gesso, le bande.

8 Riposizionare fedelmente al disegno progettuale, i fili metallici preparati.

9 Umettare con del flux la zona che dovrà accogliere il saldame.

10 Bloccare con della cera collante, servendosi di una spatola riscaldata sulla fiamma del bunsen, i fili metallici al modello.

11 Preparare il cannello, la fiamma e il saldame a base d’argento per poter effettuare la saldatura.

12 Avvicinare le zone interessate alla saldatura in prossimità della fiamma per procedere per prima a scaldare i pezzi.

13 Avvicinare la bacchetta del saldame alla zona da saldare.

14 Quindi, dirigere la fiamma nel punto da saldare.

15 Infine, fondere il saldame.

 

ANALISI DEI RISCHI:


- VALUTARE UNA FRA QUESTE POSSIBILITA' -

1. ASSENZA DI RISCHI: “ Non si evidenziano pericoli potenziali non eliminabili secondo le procedure  standard

2. RISCHIO RIDUCIBILE: Si evidenziano piccole imperfezioni facilmente eliminabili


3. RISCHIO ACCETTABILE: Si evidenziano piccoli danni facilmente eliminabili

- se si riscontrano una di queste 3 possibilità il ciclo di lavorazione prosegue -

RISCHIO ACCERTATO: INTERROMPERE IL CICLO DI LAVORAZIONE !

“ BISOGNA: RIPRENDERE NUOVE IMPRONTE DENTARIE

SMALTIMENTO RIFIUTI: “

Contenitore rifiuti speciali

Autodistruzione

“ Assimilabile ai rifiuti solidi urbani

CODICE RIFIUTO CER

ORIGINE: LABORATORIO ODONTOTECNICO


 

 

Fase: “ POLIMERIZZAZIONE

Condensazione o addizione di polimeri e monomeri sottoposti ad attivazione termica

 

 

 

“ TERMOPOLIMERIZZAZIONE CON VUOTO E PRESSIONE


PROCEDIMENTO di FABBRICAZIONE ADOTTATO  “ tecnico – manuale – meccanico


1 Introdurre nell’apparecchio per polimerizzare acqua/acqua distillata fino al livello stabilito.

2 Collocare, direttamente il modello nella camera di polimerizzazione in immersione.

3 Chiudere il coperchio.

4 Accensione dell’apparecchiatura.

5 Azionare il timer programmando i tempi previsti per la cottura.

6 Polimerizzare per 5 minuti a 120° e 6 bar di pressione.

7 Rimuovere dall’apparecchiatura il modello e asciugare cautamente con aria compressa priva di olii.

 

ANALISI DEI RISCHI:


- VALUTARE UNA FRA QUESTE POSSIBILITA' -

1. ASSENZA DI RISCHI: “ Non si evidenziano pericoli potenziali non eliminabili secondo le procedure  standard

2. RISCHIO RIDUCIBILE: Si evidenziano piccole imperfezioni facilmente eliminabili


3. RISCHIO ACCETTABILE: Si evidenziano piccoli danni facilmente eliminabili

- se si riscontrano una di queste 3 possibilità il ciclo di lavorazione prosegue -

RISCHIO ACCERTATO: INTERROMPERE IL CICLO DI LAVORAZIONE !

“ BISOGNA: RIPARTIRE DALLA MODELLAZIONE ANATOMICA DEL DISPOSITIVO

SMALTIMENTO RIFIUTI: “

Contenitore rifiuti speciali

Autodistruzione

“ Assimilabile ai rifiuti solidi urbani

CODICE RIFIUTO CER

ORIGINE: LABORATORIO ODONTOTECNICO

 

 

Fase: “ RIFINITURA E LUCIDATURA PLACCA IN RESINA

Forma superficiale del rivestimento resina, lucidatura del corpo protesico

 

 

 

“ SMODELLATURA


PROCEDIMENTO di FABBRICAZIONE ADOTTATO  “ tecnico – manuale – meccanico


1 Prelevare il modello dal polimerizzatore.

2 Eliminare, sotto un getto di vapore a pressione, la cera adesiva impiegata per posizionare archi, viti, fili, ecc. ecc.

3 Rimuovere la guaina di protezione dalla/e vite/i.

4 Adoperare un coltello, da interporre fra il modello e la placca e facendo leva per staccare, la placca polimerizzata dal modello in gesso.

 

“ RIFINITURA


1 Utilizzare il micromotore e con l’ausilio di  un fresone al tungsteno o perone al corindone, sgrossare le zone debordanti della placca.

2 Ridurre, eventualmente, lo spessore della placca utilizzando la rotazione della stessa fresa.

3 Sostituire il fresone o perone, con un dischetto separatore e praticare un taglio nel corpo resina della placca, in base al tipo di vite impiegata:

“  - Orizzontale     “  - Verticale        “  - Trasversale

4 Prendere una chiavetta per regolare la vite d’espansione e espandere la vite di qualche giro, per meglio permettere di rimuovere la guaina o cera posta all’interno della vite.

5 Rimuovere il dischetto separatore ed impiegare un perone in silicone, che sostituisce l’uso della carta vetrata

6 Avvalersi ancora del micromotore e con l’impiego del perone abrasivo passare uniformemente su tutto il corpo della placca fino ad ottenere una superficie della resina perfettamente liscia.

 

“ LUCIDATURA


1 Indossare mascherina, occhiali.

2 Miscelare in un contenitore un composto di pomice con acqua.

3 Applicare all’apparecchiatura pulitrice un feltrino.

3 Utilizzare la pulitrice e con l’ausilio del feltrino ed il composto di pomice, con una velocità di giri bassa dare una pressione leggera sul corpo della placca in Resina.

4 Sostituire il feltrino utilizzato con una spazzola in setola chungking per lucidatura.

5 Dare pressione con la spazzola per lucidatura ed il composto di pomice, sul corpo della placca in resina.

5 Lavare sotto acqua corrente, la placca lucidata.

 

“ BRILLANTATURA


1 Applicare all’apparecchiatura pulitrice una spazzola in filo di cotone bianco e utilizzando insieme della pasta per lucidatura per resina, lucidare il corpo della placca.

2 Sostituire la spazzola in filo di cotone, con una spazzola in filo di lana e impiegando della pasta per lucidatura per resina, lucidare il corpo della placca.

3 Scambiare, la spazzola in filo di lana con la spazzola in camoscio e impiegando della pasta per lucidatura per resina, lucidare il corpo della placca.

 

 

ANALISI DEI RISCHI:


- VALUTARE UNA FRA QUESTE POSSIBILITA' -

1. ASSENZA DI RISCHI: “ Non si evidenziano pericoli potenziali non eliminabili secondo le procedure  standard

2. RISCHIO RIDUCIBILE: Si evidenziano piccole imperfezioni facilmente eliminabili


3. RISCHIO ACCETTABILE: Si evidenziano piccoli danni facilmente eliminabili

- se si riscontrano una di queste 3 possibilità il ciclo di lavorazione prosegue -

RISCHIO ACCERTATO: INTERROMPERE IL CICLO DI LAVORAZIONE !

“ BISOGNA: RIPARTIRE DALLA MODELLAZIONE ANATOMICA DEL DISPOSITIVO

SMALTIMENTO RIFIUTI: “

Contenitore rifiuti speciali

Autodistruzione

“ Assimilabile ai rifiuti solidi urbani

CODICE RIFIUTO CER

ORIGINE: LABORATORIO ODONTOTECNICO

 

 

Fase: “ RIFINITURA E LUCIDATURA PARTI METALLICHE

Levigatura e lucidatura parti metalliche

 

 

 

 

PROCEDIMENTO di FABBRICAZIONE ADOTTATO  “ tecnico – manuale – meccanico


1 Indossare mascherina, occhiali.

2 Utilizzare il micromotore e con l’ausilio di frese al corindone sottili, rifinire le giunture saldate.

3 Sostituire le frese con gommini del tipo lenticolare, per levigare le superfici abrase in precedenza.

4 Collocare nell’apparecchiatura pulitrice la spazzola a setole dure per effettuare la lucidatura.

5 Avviare l’apparecchiatura pulitrice-lucidatrice alla massima velocità.

6 Premere sulla spazzola rotante la pasta per lucidatura dei metalli – a base di ossido di ferro - in modo da impregnarla

7 Tenere premuta – con forza - la struttura metallica alla spazzola rotante.

8 Alternare alla lucidatura del metallo, l’impregnatura della spazzola con la pasta per lucidare - a base di ossido di ferro.

9 Spegnere l’apparecchiatura pulitrice-lucidatrice e rimuovere la spazzola a setole dure.

10 Collocare nell’apparecchiatura pulitrice la spazzola in cotone pressato.

11 Avviare l’apparecchiatura pulitrice-lucidatrice alla massima velocità.

12 Per ottenere la super lucentezza a “specchio” utilizzare pasta per lucidare - a base di polvere di diamante - da premere sulla spazzola rotante per  impregnarla.

13 Tenere premuta – con forza - la struttura metallica alla spazzola rotante.

14 Spegnere l’apparecchiatura pulitrice-lucidatrice e rimuovere la spazzola usata.

15 Sottoporre la struttura metallica lucidata, sotto getto di vapore per eliminare i depositi di pasta.

 

ANALISI DEI RISCHI:


- VALUTARE UNA FRA QUESTE POSSIBILITA' -

1. ASSENZA DI RISCHI: “ Non si evidenziano pericoli potenziali non eliminabili secondo le procedure  standard

2. RISCHIO RIDUCIBILE: Si evidenziano piccole imperfezioni facilmente eliminabili


3. RISCHIO ACCETTABILE: Si evidenziano piccoli danni facilmente eliminabili

- se si riscontrano una di queste 3 possibilità il ciclo di lavorazione prosegue -

RISCHIO ACCERTATO: INTERROMPERE IL CICLO DI LAVORAZIONE !

“ BISOGNA: RIFARE LA LUCIDATURA

SMALTIMENTO RIFIUTI: “

Contenitore rifiuti speciali

Autodistruzione

“ Assimilabile ai rifiuti solidi urbani

CODICE RIFIUTO CER

ORIGINE: LABORATORIO ODONTOTECNICO


Fase: “ IGIENE -DISINFEZIONE STRUTTURA METALLICA - PLACCA ORTODONTICA

Detersione e trattamento antibatterico

 

 

 

> “ DISINFEZIONE AVVENUTA IN STUDIO

DISINFEZIONE AVVENUTA IN LABORATORIO

 

PROCEDIMENTO di FABBRICAZIONE ADOTTATO  “ manuale


1 Indossare guanti – mascherina – occhiali.

2 Mettere la struttura metallica/placca ortodontica in un contenitore, immersa completamente nel prodotto disinfettante.

3 Far agire il prodotto per la disinfezione.

4 Prelevare la struttura metallica/placca ortodontica  nel contenitore.

5 Sciacquare sotto acqua corrente.

6 Asciugare sotto un getto d’aria.

7 Inserire la struttura metallica/placca ortodontica in una bustina e sigillare.

 

PROCEDIMENTO di FABBRICAZIONE ADOTTATO  “ meccanico

 

1 Indossare – guanti – mascherina – occhiali.

2 Inserire il dispositivo ortodontico  nella vaschetta ad ultrasuoni.

3 Accensione dell’apparecchiatura.

4 Attivare gli ultrasuoni.

5 Comandare la potenza degli ultrasuoni.

6 Regolare il tempo di lavaggio  (minimo 3 minuti  - massimo 5 minuti).

7 Impostare la temperatura di lavaggio.

8 Spegnere l’apparecchiatura.

9 Togliereil dispositivo ortodontico.

 

ANALISI DEI RISCHI:


- VALUTARE UNA FRA QUESTE POSSIBILITA' -

1. ASSENZA DI RISCHI: “ Non si evidenziano pericoli potenziali non eliminabili secondo le procedure  standard

2. RISCHIO RIDUCIBILE: Si evidenziano piccole imperfezioni facilmente eliminabili


3. RISCHIO ACCETTABILE: Si evidenziano piccoli danni facilmente eliminabili

- se si riscontrano una di queste 3 possibilità il ciclo di lavorazione prosegue -

RISCHIO ACCERTATO: INTERROMPERE IL CICLO DI LAVORAZIONE !

“ BISOGNA: RIFARE LA DISINFEZIONE

SMALTIMENTO RIFIUTI: “

Contenitore rifiuti speciali

Autodistruzione

“ Assimilabile ai rifiuti solidi urbani

CODICE RIFIUTO CER

ORIGINE: LABORATORIO ODONTOTECNICO


 

 

 

“ PROVA SUL PAZIENTE

Verificare precisione e adattamento del dispositivo in costruzione, direttamente sul paziente


“ ……Prova – struttura metallica -                       ..……………………. …………………..


giorno,   mese,      anno                               ora

 

“ Ottimo appoggio della struttura sui monconi pilastro.

“ Inserimento e disinserimento sui DENTI pilastro agevole.

“ Assenza di tensioni nell’inserimento e alloggiamento della struttura sui DENTI.

“ Precisione marginale.

“ Assenza di interferenze con i tessuti parodontali.

“ Assenza di compressione sulla mucosa.

“ Giusto spazio libero interocclusale.

 

“ CORREZIONI DA EFFETTUARE

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

 

Fase: “ MODALITA' DI CONFEZIONAMENTO

Imballaggio ed etichettature del dispositivo ortodontico creato su misura

Compilazione del modulo certificato di conformità Direttive 93/42/CEE - 2007/47/CEE

Specifiche di conservazione e/o manipolazione



 

 

“ IMBALLAGGIO


1 Introdurre il dispositivo in una bustina in plastica.

2 Inserire il dispositivo all’interno della scatola portalavoro.

3 Coprire con materiale assorbente.

4 Verificare che non ci sia gioco all’interno della scatola.

5 Chiudere la scatola.

 

Imballaggio effettuato il /………../…..……./………………../

 

“ ETICHETTATURA


1 Compilare il modulo allegato – DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’   -

2 Specificare il codice lavoro e la data di consegna.

3 Inserire il documento – DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’ - nella scatola portalavoro.

4 Munire la scatola portalavoro di etichetta.

5 Consegnare e/o spedire.

 

“ ISTRUZIONI PER L’USO


INDICAZIONI DELLE INFORMAZIONI CHE CONSENTONO UN UTILIZZO SICURO DEL DISPOSITIVO MOBILE ORTODONTICO:



1 – Aprire la bocca e collocare il dispositivo sulla dentatura in modo che i ganci si inseriscono attorno ai denti scelti per l’ancoraggio, sia sul lato destro che sul lato sinistro dell’arcata.

2 – Premere  - con le dita della mano - in modo da sentire il dispositivo ben aderente sui denti.

3 – ASSICURARSI – che il DISPOSITIVO sia inserito bene e sia ben aderente alla dentatura prima di serrare i denti con una certa forza

- RISCHIO di ROTTURA del dispositivo con conseguenti ferite nella cavità orale -


ISTRUZIONI PER LA MANUTENZIONE DEL DISPOSITIVO ORTODONTICO MOBILE:

 


1 – RIEMPIRE LA VASCHETTA CONTENITORE CON ACQUA TIEPIDA E INTRODURRE UNA COMPRESSA EFFERVESCENTE PER  PULIZIA PROTESI.

2 – IMMERGERE IL DISPOSITIVO MOBILE ORTODONTICO ALL’INTERNO DELLA  SOLUZIONE EFFERVESCENTE FACENDO  ATTENZIONE CHE SIA COMPLETAMENTE COPERTA.

3  – LASCIARE AGIRE I COMPONENTI DELLA SOLUZIONE PER ALMENO ½ ORA.

4 – SCIACQUARE ACCURATAMENTE IL DISPOSITIVO  SOTTO ACQUA CORRENTE   PRIMA RIAPPLICARE IN BOCCA.

 

 

SCHEDA DEI RISCHI CHE SI RITIENE DI NON POTER RIMUOVERE:

 

Probabile problema:

LESIONI DOVUTE A PARTI TAGLIENTI, SPIGOLI O SPORGENZE DI ACCESSORI O COMPONENTI.

Conseguenza:

POSSIBILITA’ DOPO MOLTO TEMPO DI UTILIZZO, DI USURA DEI MATERIALI COSTITUTIVI DEL DISPOSITIVO - PROBABILI FORMAZIONE DI SPIGOLI O PARTI TAGLIENTI.

Dovuto per:

NORMALE USURA DEI MATERIALI DENTALI IMPIEGATI.

Cosa fare:

RICORRERE DAL MEDICO DENTISTA/ODONTOIATRA  AFFINCHE’ PROVVEDA AD ELIMINARE IL PROBLEMA.

 

 

Probabile problema:

MATERIALI NON COMPATIBILI NEL CONTESTO ORALE.

Conseguenza:

CASI DI ALLERGIA / SENSIBILIZZAZIONE / IRRITAZIONE DEI TESSUTI.

Dovuto per:

OMESSA COMUNICAZIONE AL MEDICO DENTISTA/ODONTOIATRA DELLO STATO DI SALUTE DEL PAZIENTE.

Cosa fare:

RIMUOVERE IL DISPOSITIVO DAL CAVO ORALE.

 


Probabile problema:

MATERIALI E STRUMENTI UTILIZZATI PER LA DISINFEZIONE – PULIZIA – MANUTENZIONE NON  IDONEI.

Conseguenza:

ALTERAZIONE DEL MATERIALE COSTITUTIVO DEL DISPOSITIVO.

Dovuto per:

NON OSSERVANZA DELLE ISTRUZIONI D’USO DA PARTE DEL PAZIENTE.

Cosa fare:

RIMUOVERE IL DISPOSITIVO DAL CAVO ORALE.

 

 

Probabile problema:

MATERIALI SOGGETTI A MAGGIOR DEPERIMENTO PER IL LIVELLO DEL PH DELLA SALIVA DEL PAZIENTE, FUORI DAI VALORI NORMALI.

Conseguenza:

DEPERIMENTO / DECOLORAZIONI / COLORAZIONI DEI MATERIALI UTILIZZATI.

Dovuto per:

PARTICOLARI SITUAZIONI FISIOLOGICHE / PATOLOGICHE, ASSOCIATE A TERAPIE MEDICHE DEL PAZIENTE.

Cosa fare:

RIMUOVERE IL DISPOSITIVO DAL CAVO ORALE.

 


Probabile problema:

FACILE FUORIUSCITA DEL DISPOSITIVO PER SCARSA STABILITA’.

Conseguenza:

PERDITA DI SOSTEGNO / RITENZIONE.

Dovuto per:

USURA DEI MATERIALI.

Cosa fare:

RICORRERE DAL MEDICO DENTISTA/ODONTOIATRA PER CONTROLLARE LA STABILITA’ DEL DISPOSITIVO INSTALLATO.

 


Probabile problema:

COMPONENTI DEL DISPOSITIVO CHE SI DISINSERISCONO.

Conseguenza:

INGESTIONE DI PARTI DEL DISPOSITIVO.

Dovuto per:

NON CORRETTA ESECUZIONE DEI PROCESSI PRODUTTIVI, MANCANZA DEI CONTROLLI PERIODICI  DEL PAZIENTE PRESSO IL MEDICO DENTISTA/ODONTOIATRA.

Cosa fare:

RIMUOVERE IL DISPOSITIVO DAL CAVO ORALE.

 

 

“ ISTRUZIONI PER L’USO


INDICAZIONI DELLE INFORMAZIONI CHE CONSENTONO UN UTILIZZO SICURO DEL DISPOSITIVO FISSO ORTODONTICO:



 


1 – Collocare  le bande del dispositivo fisso in modo che queste si inseriscono sui denti scelti per l’ancoraggio, sia sul lato destro che sul lato sinistro dell’arcata.

2 – Verificare che le bande, anse, tubi, archi, siano posizionati correttamente evitando di invadere i tessuti parodontali, per evitare decubiti e/o ferite lacero-contuse sulle mucose.

3 – ASSICURARSI – che il DISPOSITIVO sia inserito bene e sia ben aderente alla dentatura prima di serrare i denti con una certa forza

- RISCHIO di ROTTURA del dispositivo con conseguenti ferite nella cavità orale -

4 – Cementare le bande sui denti naturali scelti per l’ancoraggio.

 

ISTRUZIONI PER LA MANUTENZIONE DEL DISPOSITIVO ORTODONTICO FISSO


1 – ADOPERARE SPAZZOLINO DEL TIPO A SCOVOLINO E  PASTA DENTIFRICIA PER PULIRE LE PARTI POCO ACCESSIBILI E INTERSTIZIALI.

 

 

 

SCHEDA DEI RISCHI CHE SI RITIENE DI NON POTER RIMUOVERE:

 

Probabile problema:

•  LESIONI DOVUTE A PARTI TAGLIENTI, SPIGOLI O SPORGENZE DI ACCESSORI O COMPONENTI.

Conseguenza:

POSSIBILITA’ DOPO MOLTO TEMPO DI UTILIZZO, DI USURA DEI MATERIALI COSTITUTIVI DEL DISPOSITIVO, PROBABILI FORMAZIONE DI SPIGOLI O PARTI TAGLIENTI.

Dovuto per:

NORMALE USURA DEI MATERIALI DENTALI IMPIEGATI.

Cosa fare:

RICORRERE DAL MEDICO DENTISTA/ODONTOIATRA  AFFINCHE’ PROVVEDA AD ELIMINARE  IL PROBLEMA.

 

 

Probabile problema:

•  MATERIALI NON COMPATIBILI NEL CONTESTO ORALE.

Conseguenza:

→ CASI DI ALLERGIA / SENSIBILIZZAZIONE / IRRITAZIONE DEI TESSUTI.

Dovuto per:

OMESSA COMUNICAZIONE AL MEDICO DENTISTA/ODONTOIATRA DELLO STATO DI SALUTE DEL PAZIENTE.

Cosa fare:

RIMUOVERE IL DISPOSITIVO DAL CAVO ORALE.

 


Probabile problema:

•  MATERIALI E STRUMENTI UTILIZZATI PER LA DISINFEZIONE – PULIZIA – MANUTENZIONE    NON  IDONEI

Conseguenza:

ALTERAZIONE DEL MATERIALE COSTITUTIVO DEL DISPOSITIVO.

Dovuto per:

NON OSSERVANZA DELLE ISTRUZIONI D’USO DA PARTE DEL PAZIENTE.

Cosa fare:

RIMUOVERE IL DISPOSITIVO DAL CAVO ORALE.

 

 

Probabile problema:

•  MATERIALI SOGGETTI A MAGGIOR DEPERIMENTO PER IL LIVELLO DEL PH DELLA SALIVA DEL PAZIENTE, FUORI DAI VALORI NORMALI.

► Conseguenza:

DEPERIMENTO / DECOLORAZIONI / COLORAZIONI DEI MATERIALI UTILIZZATI.

Dovuto per:

PARTICOLARI SITUAZIONI FISIOLOGICHE / PATOLOGICHE, ASSOCIATE A TERAPIE MEDICHE DEL PAZIENTE.

Cosa fare:

RIMUOVERE IL DISPOSITIVO DAL CAVO ORALE.

 


Probabile problema:

•  FACILE FUORIUSCITA DEL DISPOSITIVO PER SCARSA STABILITA’.

Conseguenza:

PERDITA DI SOSTEGNO / RITENZIONE.

Dovuto per:

USURA DEI MATERIALI.

Cosa fare:

RICORRERE DAL MEDICO DENTISTA/ODONTOIATRA PER CONTROLLARE LA STABILITA DEL DISPOSITIVO INSTALLATO.

 


►  Probabile problema:

•    COMPONENTI DEL DISPOSITIVO CHE SI DISINSERISCONO.

Conseguenza:

INGESTIONE DI PARTI DEL DISPOSITIVO.

Dovuto per:

NON CORRETTA ESECUZIONE DEI PROCESSI PRODUTTIVI, MANCANZA DEI CONTROLLI PERIODICI  DEL PAZIENTE, PRESSO IL MEDICO DENTISTA/ODONTOIATRA.

Cosa fare:

RIMUOVERE IL DISPOSITIVO DAL CAVO ORALE.


 

RIFERIMENTO ALLA COMPATIBILITA' DEI MATERIALI UTILIZZATI


VALUTAZIONE DELLA “ CITOSSICITA’ CELLULE FIBROBLASTICHE -  BIOCOMPATIBILITA’ & CITOSSICITA’ DEI  MATERIALI ADOPERATI:


- RIPORTARE DALLE SCHEDE DI SICUREZZA DEI MATERIALI IL VALORE DEL GRADO DI BIOCOMPATIBILITA'/CITOSSICITA' DEL MATERIALE -


VALORE = 0  →  MASSIMA BIOCOMPATIBILITA’

VALORE = 5 →  CITOSSICITA’ MASSIMA


>“ GANCI

 

• MEM

 

“ HEMOLYSIS SANGUE UMANO


“ U.S.P. CLASS PLASTIC TESTS


“ SENSIBILIZZAZIONE ED IRRITAZIONE


 

FILI

“

• MEM

 

“ HEMOLYSIS SANGUE UMANO


“ U.S.P. CLASS PLASTIC TESTS


“ SENSIBILIZZAZIONE ED IRRITAZIONE

 


ARCHI


• MEM

 

“ HEMOLYSIS SANGUE UMANO


“ U.S.P. CLASS PLASTIC TESTS


“ SENSIBILIZZAZIONE ED IRRITAZIONE

 


VITI

 

• MEM

 

“ HEMOLYSIS SANGUE UMANO


“ U.S.P. CLASS PLASTIC TESTS


“ SENSIBILIZZAZIONE ED IRRITAZIONE

 


DISGIUNTORI

 

• MEM

 

“ HEMOLYSIS SANGUE UMANO


“ U.S.P. CLASS PLASTIC TESTS


“ SENSIBILIZZAZIONE ED IRRITAZIONE


 

RESINA PER ORTODONZIA


• MEM

 

“ HEMOLYSIS SANGUE UMANO


“ U.S.P. CLASS PLASTIC TESTS


“ SENSIBILIZZAZIONE ED IRRITAZIONE


 

COMMENTI E APPROFONDIMENTI NELLA SPECIFICA DISCUSSIONE APERTA SUL NS. FORUM

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Marzo 2014 20:57
 

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